Presentazione “Guida Necchi 2014, i vini che fanno bono” nel salone delle feste dell’Hotel St Regis di Firenze

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La novità editoriale dell’anno è senz’altro la nuova guida voluta e finanziata da Paris Hilton, che, dopo aver frequentato il corso di primo livello da sommelier presso l’AIS di Arezzo e stage di apprendistato a Los Angeles si è avvicinata prepotentemente al mondo delle magnum di pregio, tanto che ha già visitato alcune tenute toscane nella zona del Brunello di Montalcino e nel Chianti Classico e sta seriamente valutando di mettersi in prima persona a fare vino.
“La Guida Necchi 2014″, i vini che fanno bono, è l’ espressione del suo autentico amore per le viti e la potatura a capo e razzolo appresa e perfezionata nei soggiorni fra le brinate del Chianti Storico.
Nel Salone delle Feste dell’Hotel St. Regis di Firenze di Piazza Ognisanti, sabato 1 novembre alle ore 21, sotto la regia e la supervisione di quella ciliegina sotto spirito di Antonietta Bonelli, le leccornie preparate da Marco Stabile e le pizze omeriche di Giovanni Santarpia, la carezza di seta risponde al nome di Francesca Ciancio, in collaborazione con Andrea Scanzi, condurranno la serata di gala in cui sarà presentata la guida e saranno premiate le aziende che in ogni singola categoria otterrano più punteggio di degustazione e critica internazionale.

Guido Necchi, il curatore della guida screma le aziende e i vini da premiare all’interno di un ventaglio di ipotesi in cui attinge un solo nome in base alle attitudini fisiche e psicologiche del vino e dei riflessi condizionati produce nella memoria linfatica viscerale posta nell’ibridazione dell’assaggio.

Accreditati oltre 150 firme di quotidiani e stampa di settore, alla presenza di agenti di commercio, enotecari, blogger, ristoratori, importatori, barristi.

Da tale scrematura di migliaia di campioni, queste le aziende premiate con la menzione speciale dell’anno in corso:

VINI BIANCHI

5 Antani 2014  : Ribolla Gialla di Ribolla – Viticoltori Riuniti di Giuncarico e Sassofortino

Barrista Necchi Consiglia : Fiano di Asciano “I Diaccioli” 2013 – Cantina Cooperativa di Buonconvento

VINI ROSSI

5 Antani 2014  : Sagrantino di Monterotondo  “il Vicesindaco” – Castello di Contemascetti

Barrista Necchi Consiglia : Amarone dell’Abetone “La Croce” – Az. Agricola La Risalita

VINI DOLCI

5 Antani 2014  : Malvasia di Poggibonsi “Capriccio di Fosci” – Castello di Spiaggia di Staggia

Barrista Necchi Consiglia : Sniaccherina Vendemmia Tardiva “Straziami” – Agricola Lollobrigida

Bollicine

5 Antani 2014  : Franciacorta ExtraBrut “Afasol” – Az. Agricola Cà Sassaroli
Barrista Necchi Consiglia : Asti “Tardi lo cavasti” – Cantina di Bombolo

Rosato

5 antani 2014: “Evade Vallanzasca” – Fattoria Piave Mormorò

Barrista Necchi consiglia: “Cerasuolo del Naviglio” – Cantina Sociale Beppone

Enologo dell’anno

Frankie Bellevan

Cantina del secolo

La Porta dei Bischeri

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I corridoi di foglie gialle e rosse di San Felice e il cuoco che raccoglie le erbe aromatiche

Il sole del tramonto si infila esattamente al centro della galleria di viti dalle foglie gialle che si interrompe dopo un lungo tratto per mettere in comunicazione due vigne fra loro e poi riparte leggermente in salita per finire al cipresso sotto il quale si può aspettare la luce che va a dormire.

Dal lato opposto al borgo di San Felice, la galleria di foglie rosse posta in linea con il risveglio della palla di sole che da calore.
Foglie rosse e gialle già in parte portate via dal vento ma che si mescolano risaltando fra l’azzurro di un mare di cielo intenso e le nuvole dell’intervallo che lo intermezzano.

In mezzo il cuoco del ristorante che sceglie personalmente, nell’orto delle erbe aromatiche le foglie giuste da portare in cucina.
San Felice, borgo armonico, romantico e ventoso che si porta via velocemente le foglie ma non i ricordi di esserci stati. Chi vuole camminare fisicamente sotto il giallo e il rosso si affretti, prima che le viti si spogliano.

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Matteo Renzi: al Salone del Gusto di Torino con Zaccaria Problemi della Porta dei Bischeri, Marco Pannella, Annamaria Tossani e Ingrid Siostrom, bellezze che oscurano il sole

Dianzi mi telefona quel raggio di girasole di Lorenza Fumelli per sapere se avevo voglia di coprì l’evento di salone di gusto di Torino con degli articoli per Agrodorce dato che aveva trovato la mi socera a comprare i baccalà, che a me con le patate come lo coce lei mi garba più di ogni attra cosa al mondo. S’erano messe a chiacchierare e la mi socera s’era lasciata scappare un segreto di stato che sarebbe stato che andavo a Torino in incognito.
Un lo posso fare anche se mi garberebbe mangiare e poi scrivere per Agrodorce che ne penso di che ingoio. Ma ho poco tempo.
Poi in quei giorni c’era i salone di gusto, ma c’era anche la Leopolda 5, fabbrica delle idee e dei rinfreschini di mezza mattina.
Alla Leopolda c’era anche Davide Bonucci dell’Enoclub di Siena con i bicchiere ai collo che credeva ci fosse l’anteprima di Chianti Classico e invece ci s’era noi a intavolare ribollite e cure per tutto i mondo,  Rignano e Pontassieve comprese.

I Bonucci s’è raccomandato con la mi socera che portassi un pochino a giro Zaccaria Problemi della Porta dei Bischeri. Il Bonucci dice sia un bravo ragazzo anche se di vino ne capisce poco e riesce a dar fuoco alle vigne con i trinciaerba o si fa mangiare i cipressi dalle mucche.
Zaccaria lo lascio al guardaroba che tanto un se ne accorge nessuno e vo a giro co Marco Pannella (che non aveva tanta voglia di digiunare) e due splendidissime donne.
Un’amica di commissario Montalbano che un capisco come faccia a perdè tempo con quella stitica della Livia invece di coccolassi questa stanga svedese che si chiama Ingrid Siostrom e l’Annamaria Tossani, quella che ha scoperto i Fabio Picchi da piccino, quando tirava i breccino con la fionda agli stradini si nascondevano sotto i ponti, che dugento per una lunghezza di mezzo chilometro di strada s’annoiavano un pochinino, vedendo in lui la sagoma di un grande cuoco e palpeggiatore di parole.

S’è girato in lungo e in largo con io che m’ero messo un par di raiban a specchio in modo che un mi riconoscesse nessuno, e infatti così è stato.
Erano tutti a chiedere autografi a Pannella e a domandagli se si tinge e capelli di bianco per apparire più vecchio. Pannella ha dugentoquarantasette anni. Tutte le volte che fa lo sciopero della fame si spenge i contachilometri di tempo e non diventa vecchio.
Ingrid in tanti l’arebbero succiata come un diacciolo Sammontana, ma siccome ancora un c’ha la dop della comunità europea, un pole pigliare frescate e assaggia solo quello che è giallo e non ha calorie. La maionese, lo zafferano, i limoncello, i sugo di giallarelle e le ginestre condite con il succo di cedro.
La Tossani conosce tutto e tutti, Giovanni Fabbri che fa una pasta magistrale e poi m’ha fatto assaggiare un coctel di scampi che con la cannuccia ho fatto grande fatica a tirarlo, ma era d’una bontà sopraffina, che bisogna gnene dica alla mi socera per rifallo domenica che c’ho i principino Harry a desina che deve comprare un paio di mensole  nuove per sostituirne due scortecciate negli angoli da Marino fa Mercato che ci si compra tanto bene.
C’era ni buglione di gente a assaggià bontà uno che m’ha detto Pannella essere Carlo Petrini, che mi pareva di avello digià rivisto alle panchine degli opinionisti di sotto Vertine.
Dev’esse un collezionista perchè metteva da parte tutti i chicchi di pepe che cascavano dal salame per rimacinarli con calma contro la globalizzazione.

Doveva venì anche la mi moglie ma ha da fini la svinatura da Zonin al Pian d’Arbola e un pole lasciare. Poi ci sta che la tengano anche a fare le confezioni di legno, quelle che quando so finite le bottiglie ci si mette e balocchi de ragazzi. Bisogna gli dica di portanne un paio che mi c’entrano tutte le figurine dei giocatori della Fiorentina. Antognoni unico dieci.

Pannella dopo tre giorni a digrumare tutto quello che trovava, ha dichiarato che inizierà domani uno sciopero contro la fame ni mondo.
Poi la Tossani e Ingrid un l’ho riviste, devono avè portato Zaccaria Problemi alle giostre lì fori con una matassa di zucchero filato, che poro ragazzo un sapeva che fare, quassù un ci sono  terreni da marginalizzare e trinciaerba da infiammare.
Sempre forza viola.

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Francesca

Charles Darwin, naturalista e geologo, celebre per aver formulato la teoria dell’evoluzione delle specie, in un caso come questo, ovvero in un ventaglio di esseri che generano esseri completamente diversi, ci andrebbe al manicomio.
Un’ape regina che genera una chioccia premurosa regina, la quale a sua volta genera una rondine puntigliosa e una leonessa che a sua volta genera un pesciolino rosso che pare un coriandolo. Accade a volte a che l’evoluzione della specie generi esseri diversi fra loro ma uniti da un costante filo logico di perle.
Oggi è il compleanno di una leonessa di elevata statura che è donna, mamma, guscio matrioska e colonna vertebrale di uno spicchio di mondo.
Si, oggi è il compleanno di Francesca Coradduzza e ti abbraccio senza piovere, lo prometto.

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La raccolta delle olive 2014

Mangiare e coltivare sono atti d’amore come crescere un bambino che dopo una giornata di giochi all’asilo necessita di veder condita la sua pappetta con un batuffolo di olio sano e saporito.

E’ il sentimento di vivere un luogo, è nel rispetto della vita, qualsiasi vita, che un prodotto che non ha controindicazioni dal neonato al centenne che, anche in un’annata di lacrime e sangue come questa, non esce sistematicamente trattata da liquidi sintetici sparsi per aria.
Inizia la raccolta di un campo colmo di coreggioli e moraioli, varietà con la scorza più dura e meno perforabile dalla Compagna Mosca Olearia e dalla lebbra che secca le olive.

E’ impensabile che quantità e qualità rasentino livelli sopraffini come ogni anno, ma è innegabile che agli eventi atmosferici o alle malefiche infezioni della Mosca Cornareda si risponda con dignità e pulizia d’intenti e di prodotti.

E la burocrazia è più dannosa della Mosca Olearia. Un esercito di seggiole che gravita sul groppone di chi si scortica al sole.

Salsicce e soppressata allietano la fatica della raccolta.

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Interrogazione parlamentare dell’Onorevole Susanna Cenni al Ministro dell’Agricoltura per il sostegno alle quote latte alla portoghese ai pastori della Regione Toscana

Egr. Dott. Mario Gomez, Ministro dell’ Agricoltura,

Redazione Frankfurter Allgemeine Zeitung, Redazione Corriere della Sera, Redazione Repubblica, Redazione Washington Post, Redazione il Blog del Campino del Paiolo, Redazione Famiglia Cristiana, Redazione La Pravda, Redazione Il Cittadino On Line Siena, Redazione La Nazione Siena, Redazione Le Monde Diplomatique, Redazione Le Figaro, Redazione L’Osservatore Romano, Redazione Caccia e Pesca, Redazione Il Favi di Montarrenti, Redazione The Times, Redazione Giornalino Soci della Coop, Redazione Bollettino dei protesti, Redazione Il Gambero Rosso, Redazione Agrodolce, Redazione Intravino, Redazione Canale Tre Toscana, Redazione Siamo di Salicotto, Redazione El Pais,  Redazione L’Informatore Agrario, Redazione Siena Free, Redazione La Stampa, Redazione Tutto Uncinetto, ecc. ecc.

Oggetto: difesa delle quote latte alla portoghese dei pastori toscani:

“Il latte alla portoghese di qualità è una delle eccellenze produttive della Toscana e del nostro Paese – spiega Cenni –  una coltura presente su tutto il territorio regionale, che copre oltre 92 mila ettari, per un totale di 80 mila  aziende e 100 mila addetti tra diretti, indiretti, di cui 3 mila stagionali. Un fondamentale volano economico,  produttivo ed occupazionale che fa della Toscana la regina dell’export. Nonostante l’alto valore qualitativo, il  settore è stato durante colpito in questa annata da fattori climatici e dall’attacco della mosca olearia, arrivando a provocare, secondo il Consorzio Toscano Igp, nel 2014 un calo di ben oltre il 50 per cento della produzione di latte alla portoghese certificato rispetto all’anno precedente.  Calo di prodotto e della qualità, rischi di immissione sul mercato di prodotto contraffatto, possono rappresentare il colpo di grazia per una grossa fetta di produttori. Per questo ho chiesto al Ministro Mario Gomez, di  intervenire con strumenti normativi e con risorse economiche o di attivare alcune opportunità comunitarie”.

On. Susanna Cenni

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La mattina è un filo di nebbia fina

Ogni mattina una ruga di commozione umida evapora aggirandosi randagia spettinata e senza occhiali  svanendo effimera al primo raggio di sole che illumina e rischiara il bagliore di una rosellina abbronzata avvolta in un tepore di calici profondi.
In sintesi l’autunno fra le botti colme di vino appena nato frizzante di carbonica e voglia di vivere che intenerisce di calore l’inverno ha da venire.

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I ciclamini della solidarietà della fondazione ANT Italia Onlus

Per tutto il mese di ottobre nelle varie piazze italiane continua la meritoria raccolta fondi dell‘associazione Ant per il finanziamento a sostegno dei venti ospedali domiciliari oncologici Ant presenti in nove regioni e dei diversi progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie mammarie, ginecologiche e tiroidee che la Fondazione porta avanti sul territorio nazionale. Il ricavato servirà inoltre a sostenere il servizio gratuito di consulenza specialistica sulla prevenzione dei tumori. Tutto questo con l’acquisto di un brillantissimo ciclamino, magari da donare a chi si vuol bene.

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Vino bianco di vendemmia tardiva

Il vivaista tanti anni fa, affidò le barbatelle al cliente dicendo che si trattava di uva Dresda, ottima per fare il vinsanto e che non sarebbe marcita come avviene di norma con la malvasia nelle annate più dementi come quella di quest’anno.
E infatti l’uva Dresda ha retto fino a qualche istante fa, momento in cui è stata raccolta, diraspata, pressata, il mosto è stato fatto decantare per una notte e travasato e messo a bollire nel pulito.

Ne viene un bel vino con un aroma di mela e pesca, verdognolo paglierino con una bella beva e acidità.
L’uva Dresda non suona, il nome non dice niente, però guardando le foglie, il grappolo, il non marcire e recuperando nella memoria olfattiva certi sentori e caratteristiche, si finisce col dire che questo sarà un bel bianco che intanto fermenta piano e si chiama Riesling.

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Matteo Renzi: romantica fuga in Normandia con la panda 4 x 4 di Betty Barsantini insieme con la badante napoletana del nonno. Panico a Pontassieve perchè non era stato pagato il bollo, sollievo a Rignano. Palazzo Chigi smentisce, il Quirinale in una nota afferma che ci sono il Macchi e il Romanelli a fargli da guide gastronomiche

Da un poco di tempo non mi cavo più di torno e giornalisti inglesi che mi devano aver preso pe Balotelli.
Io so un omo pieno di responsabilità e con una famiglia a carico anche se poi è la mi socera che comanda davvero e mi sta appiccicata addosso come un moscino sull’uva matura.
D’impegni n’ho sempre tanti e se per una volta per mimetizzarmi piglio la panda modello vecchio color verde bottiglia col gangio e il portabagagli in prestito da Betty Barsantini che s’è raccomandata di riportargli il primo di novembre che apre la caccia al cignale e vo un paio di giorni in una baita in Normandia a vedere indò girano i filme insieme alla badante napoletana ottantacinquenne del nonno, Ciccina Sudo Magodo (doppio cognome dev’essè nobile), ecco, io un vedo capisco come mai deva vedere la cosa pubblicata nei giornali inglesi accanto a Balotelli che si scaccola alle casse di un supermercato mentre aspetta e cerca gli spicci per pagare i croccantini di gatto.
Ciccina mi garba di brutto, ma è impensabile che io possa tradire la mi socera… ehhmm, la mi moglie, con qualsiasi altra donna.

E ‘nfatti trattasi di gita curturale per vedere indove girano e filme sullo sbarco che ho scoperto quassù che non è una cosa inventata dai cine americano ma è una cosa che è successa davvero poco meno d’una decina d’anni addietro quando Stalin voleva diventà presidente della commissione europea al posto di Prodi e il figliolo di Busce non era daccordo. Per fortuna in politica estera sono aiutato dal mi ministro Cecchini che è un omo di mondo e fa il cicciaio a Panzano fori dal Chianti.

Quassù tutto costa meno, la gente vive bene, non c’ha un governo che è sempre a chiedere o a elemosinare e quando piove l’acqua va nelle fogne e non allaga i garage che alla mi cognata a Pontassieve l’acqua nella cantina gl’ha portato via tutte l’etichette della collezione centenaria delle buttiglie di Rosatello Ruffino e ora un sa più come riconoscerle.
Io un capisco proprio come noi in Italia un si possa essere governati per bene senza mafia, burocrazia e intrallazzi partendo dai piccoli comuni fino ai piani alti.
Vedrete come addirizzo le cose vanno torte a partire dalle curve della strada che da Poggibonsi va a Castellina in Chianti che a mi figlioli quando si va a mangiare i gelato all’Antica Delizia gli fanno sempre male la macchina all’andata e al ritorno.
In tutta la Normandia un si trova un panino con il lampredotto neanche nei locali più stellati, per fortuna ho il volo di stato pe avello fresco cotto d’allora, che se fo colazione senza lampredotto mi s’abbassino i globuli rossi e vo in deficenza di peso come Fassino.
Ciccina è una guida perfetta oltre a essè una gran bella donna. Conosce tutti avendo lavorato prima co francesi, poi co l’inglesi, poi co tedeschi e poi co l’americani….doveva fa la guida turistica, così a occhio.
S’era a una romantica cena a lume di moccolo in un porticciolo di campagna che si chiacchierava di più e di meno in attesa d’un paio di piatti di vongole all’uccelletto che un t’arrivano in coppia i Romanelli e i Macchi su una diane scarriolata senza coperchio mentre piove che si fermano in incognito per fare una recenzione per “La guida de camionisti di Famiglia Cristiana” che però lasciano ni piatto l’arista e la finocchiona di mare e si mettono a fare i gazzillori con la Ciccina.
Peggio de tafani  combinano un so cosa e io ripiglio la panda della Betty e torno al volo a Pontassieve a rapporto dalla mi socera.
Di Ciccina, di Romanelli e di Macchi ancora un si sa nulla. Domani chiamo i generale de carabinieri perchè i gendarmi francesi m’hanno cavato dodici punti dalla patente perchè il bollo della macchina non era pagato.
Era della Betty, mica era la mia.
Sempre forza viola.

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