Interrogazione parlamentare dell’Onorevole Susanna Cenni al Ministro dell’Agricoltura per il sostegno alle quote latte alla portoghese ai pastori della regione Toscana

Egr. Dott. Mario Gomez, Ministro dell’ Agricoltura,

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Oggetto: difesa delle quote latte alla portoghese dei pastori toscani:

“Il latte alla portoghese di qualità è una delle eccellenze produttive della Toscana e del nostro Paese – spiega Cenni –  una coltura presente su tutto il territorio regionale, che copre oltre 92 mila ettari, per un totale di 80 mila  aziende e 100 mila addetti tra diretti, indiretti, di cui 3 mila stagionali. Un fondamentale volano economico,  produttivo ed occupazionale che fa della Toscana la regina dell’export. Nonostante l’alto valore qualitativo, il  settore è stato durante colpito in questa annata da fattori climatici e dall’attacco della mosca olearia, arrivando a provocare, secondo il Consorzio Toscano Igp, nel 2014 un calo di ben oltre il 50 per cento della produzione di latte alla portoghese certificato rispetto all’anno precedente.  Calo di prodotto e della qualità, rischi di immissione sul mercato di prodotto contraffatto, possono rappresentare il colpo di grazia per una grossa fetta di produttori. Per questo ho chiesto al Ministro Mario Gomez, di  intervenire con strumenti normativi e con risorse economiche o di attivare alcune opportunità comunitarie”.

On. Susanna Cenni

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La mattina è un filo di nebbia fina

Ogni mattina una ruga di commozione umida evapora aggirandosi randagia spettinata e senza occhiali  svanendo effimera al primo raggio di sole che illumina e rischiara il bagliore di una rosellina abbronzata avvolta in un tepore di calici profondi.
In sintesi l’autunno fra le botti colme di vino appena nato frizzante di carbonica e voglia di vivere che intenerisce di calore l’inverno ha da venire.

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I ciclamini della solidarietà della fondazione ANT Italia Onlus

Per tutto il mese di ottobre nelle varie piazze italiane continua la meritoria raccolta fondi dell‘associazione Ant per il finanziamento a sostegno dei venti ospedali domiciliari oncologici Ant presenti in nove regioni e dei diversi progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie mammarie, ginecologiche e tiroidee che la Fondazione porta avanti sul territorio nazionale. Il ricavato servirà inoltre a sostenere il servizio gratuito di consulenza specialistica sulla prevenzione dei tumori. Tutto questo con l’acquisto di un brillantissimo ciclamino, magari da donare a chi si vuol bene.

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Vino bianco di vendemmia tardiva

Il vivaista tanti anni fa, affidò le barbatelle al cliente dicendo che si trattava di uva Dresda, ottima per fare il vinsanto e che non sarebbe marcita come avviene di norma con la malvasia nelle annate più dementi come quella di quest’anno.
E infatti l’uva Dresda ha retto fino a qualche istante fa, momento in cui è stata raccolta, diraspata, pressata, il mosto è stato fatto decantare per una notte e travasato e messo a bollire nel pulito.

Ne viene un bel vino con un aroma di mela e pesca, verdognolo paglierino con una bella beva e acidità.
L’uva Dresda non suona, il nome non dice niente, però guardando le foglie, il grappolo, il non marcire e recuperando nella memoria olfattiva certi sentori e caratteristiche, si finisce col dire che questo sarà un bel bianco che intanto fermenta piano e si chiama Riesling.

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Matteo Renzi: romantica fuga in Normandia con la panda 4 x 4 di Betty Barsantini insieme con la badante napoletana del nonno. Panico a Pontassieve perchè non era stato pagato il bollo, sollievo a Rignano. Palazzo Chigi smentisce, il Quirinale in una nota afferma che ci sono il Macchi e il Romanelli a fargli da guide gastronomiche

Da un poco di tempo non mi cavo più di torno e giornalisti inglesi che mi devano aver preso pe Balotelli.
Io so un omo pieno di responsabilità e con una famiglia a carico anche se poi è la mi socera che comanda davvero e mi sta appiccicata addosso come un moscino sull’uva matura.
D’impegni n’ho sempre tanti e se per una volta per mimetizzarmi piglio la panda modello vecchio color verde bottiglia col gangio e il portabagagli in prestito da Betty Barsantini che s’è raccomandata di riportargli il primo di novembre che apre la caccia al cignale e vo un paio di giorni in una baita in Normandia a vedere indò girano i filme insieme alla badante napoletana ottantacinquenne del nonno, Ciccina Sudo Magodo (doppio cognome dev’essè nobile), ecco, io un vedo capisco come mai deva vedere la cosa pubblicata nei giornali inglesi accanto a Balotelli che si scaccola alle casse di un supermercato mentre aspetta e cerca gli spicci per pagare i croccantini di gatto.
Ciccina mi garba di brutto, ma è impensabile che io possa tradire la mi socera… ehhmm, la mi moglie, con qualsiasi altra donna.

E ‘nfatti trattasi di gita curturale per vedere indove girano e filme sullo sbarco che ho scoperto quassù che non è una cosa inventata dai cine americano ma è una cosa che è successa davvero poco meno d’una decina d’anni addietro quando Stalin voleva diventà presidente della commissione europea al posto di Prodi e il figliolo di Busce non era daccordo. Per fortuna in politica estera sono aiutato dal mi ministro Cecchini che è un omo di mondo e fa il cicciaio a Panzano fori dal Chianti.

Quassù tutto costa meno, la gente vive bene, non c’ha un governo che è sempre a chiedere o a elemosinare e quando piove l’acqua va nelle fogne e non allaga i garage che alla mi cognata a Pontassieve l’acqua nella cantina gl’ha portato via tutte l’etichette della collezione centenaria delle buttiglie di Rosatello Ruffino e ora un sa più come riconoscerle.
Io un capisco proprio come noi in Italia un si possa essere governati per bene senza mafia, burocrazia e intrallazzi partendo dai piccoli comuni fino ai piani alti.
Vedrete come addirizzo le cose vanno torte a partire dalle curve della strada che da Poggibonsi va a Castellina in Chianti che a mi figlioli quando si va a mangiare i gelato all’Antica Delizia gli fanno sempre male la macchina all’andata e al ritorno.
In tutta la Normandia un si trova un panino con il lampredotto neanche nei locali più stellati, per fortuna ho il volo di stato pe avello fresco cotto d’allora, che se fo colazione senza lampredotto mi s’abbassino i globuli rossi e vo in deficenza di peso come Fassino.
Ciccina è una guida perfetta oltre a essè una gran bella donna. Conosce tutti avendo lavorato prima co francesi, poi co l’inglesi, poi co tedeschi e poi co l’americani….doveva fa la guida turistica, così a occhio.
S’era a una romantica cena a lume di moccolo in un porticciolo di campagna che si chiacchierava di più e di meno in attesa d’un paio di piatti di vongole all’uccelletto che un t’arrivano in coppia i Romanelli e i Macchi su una diane scarriolata senza coperchio mentre piove che si fermano in incognito per fare una recenzione per “La guida de camionisti di Famiglia Cristiana” che però lasciano ni piatto l’arista e la finocchiona di mare e si mettono a fare i gazzillori con la Ciccina.
Peggio de tafani  combinano un so cosa e io ripiglio la panda della Betty e torno al volo a Pontassieve a rapporto dalla mi socera.
Di Ciccina, di Romanelli e di Macchi ancora un si sa nulla. Domani chiamo i generale de carabinieri perchè i gendarmi francesi m’hanno cavato dodici punti dalla patente perchè il bollo della macchina non era pagato.
Era della Betty, mica era la mia.
Sempre forza viola.

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Filari dipinti color radicchio di Treviso

Le viti maritate sono le uniche a non perdere il compagno nella follia immane della guerra con il sangue di persone versato violentemente che impregna i campi e le zolle della rabbia, dell’amore, delle sofferenze del genere umano che si prende a forconate.
Dal sacrificio di analfabeti mandati a morire nel corso dei secoli sui campi, si è tinta l’Arbia, si sono tinte le bietole, il radicchio trevigiano e le foglie di merlot d’autunno che sono lì a futura memoria di un mondo che se retto dalla bellezza, ripudia ogni violenza e puzzo di compromesso.

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Arista farcita di scamorza con foglia di alloro avvolta nella stagnola cotta con brace di ginepro, alloro, ulivo

Fette di arista tagliata alta in modo da poter essere aperta a sacco dentro il quale riporre amabilmente una fetta di scamorza, richiusa con stecchino, sale, pepe, foglia di alloro, avvolta nella carta stagnola e fatta cuocere su una brace di ginepro, alloro, frasca d’ulivo.

Un successo. La versione ufficiale è con alcuni pomodorini secchi sott’olio all’interno con la scamorza o la provola, ma le variabili con la fantasia affilata possono essere infinite…. la prima potrebbe essere la sostituzione della scamorza con il pecorino.
Oliveta piena di sole, allegria, piccini a corsa nell’erba, gatti ansioni di bocconcini non di pane, sangiovese di quindici giorni, ma la volpe paesana non è pervenuta.

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L’autunno è la primavera dell’inverno

La brinata che scricchiola sotto i piedi pare un lamento malinconico della terra ai nostri soprusi.
Le giornate corte di luce e umide di pioggia o gonfie di freddo sanificatore invogliano a coccolare un libro accanto a una tisana calda in cerca di aromatico tepore.
L’inverno per chi ha i piedi freddi, il collo si ferma, gli occhiali si appannano, si cura con impacchi di ribollita con il cavolo nero cotto dal freddo e un filo d’olio nuovo appena fatto.

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Matera Capitale Europea della Cultura 2019

Cristo non si è fermato a Eboli, ma è sceso ancora più giù, fra i sassi di Matera per porvi il sigillo di capitale della cultura europea. Onore al merito.
Ognuno di noi per forza o per amore, per rabbia o per rancore ha un debole o un affetto, una scusa o una virgola per scegliere e per schierarsi, una preferenza che influenza la logica, il programma, le cose, la voglia che poi sarà di fare.

Siena e Lecce, Ravenna dell’amica Susanna Grassi, tenero sguardo vinaio di Lamole, la Lucania di Antonietta Bonelli, Perugia e Assisi non di assassini del vino ma di un senza scarpe Francesco, la Sardegna con Cagliari e certe radici.
Ognuno di noi frugando ha motivo di gioire per una città, una persona, un profumo vissuto, sognato, conservato, protetto.
A Siena una parola in più per Sonia Pallai, assessore al turismo, mente anima e sentimenti in ciò che fa, di cui esser fieri.

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Larva di Mosca Olearia

Annata complicata per chi ha olivi in tutto il sentiero della penisola.
L’inverno scorso, mite che non ha disinfettato, ha scatenato uno sbarco fuori dal normale della maledetta Mosca Olearia che si è accanita a più ondate nell’ovodeposizione sulle olive.
Su alcune varietà più dure da perforare e a maturazione più lenta come moraiolo e coreggiolo le classiche trappole di aceto e miele hanno funzionato egregiamente e permetteranno di avere una qualità dell’olio nuovo pressochè perfetta.
Altro discorso per le varietà a oliva cicciosa o precoce come le frangivento che sono state assalite da battaglioni di Mosche Olearie Cornarede che fanno seriamente pensare di lasciarle nel campo.
La qualità generale dell’olio si abbasserà, la quantità invece si abbasserà solo in chi ha un briciolo di amor proprio e non vorrà offrire ai propri clienti olio di ovunque provenienza spacciato per proprio….. a caro prezzo.

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