Vino bianco di vendemmia tardiva

Il vivaista tanti anni fa, affidò le barbatelle al cliente dicendo che si trattava di uva Dresda, ottima per fare il vinsanto e che non sarebbe marcita come avviene di norma con la malvasia nelle annate più dementi come quella di quest’anno.
E infatti l’uva Dresda ha retto fino a qualche istante fa, momento in cui è stata raccolta, diraspata, pressata, il mosto è stato fatto decantare per una notte e travasato e messo a bollire nel pulito.

Ne viene un bel vino con un aroma di mela e pesca, verdognolo paglierino con una bella beva e acidità.
L’uva Dresda non suona, il nome non dice niente, però guardando le foglie, il grappolo, il non marcire e recuperando nella memoria olfattiva certi sentori e caratteristiche, si finisce col dire che questo sarà un bel bianco che intanto fermenta piano e si chiama Riesling.

Pubblicato in Chianti Storico, fare vino, Federica, fotografie 2014, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Matteo Renzi: romantica fuga in Normandia con la panda 4 x 4 di Betty Barsantini insieme con la badante napoletana del nonno. Panico a Pontassieve perchè non era stato pagato il bollo, sollievo a Rignano. Palazzo Chigi smentisce, il Quirinale in una nota afferma che ci sono il Macchi e il Romanelli a fargli da guide gastronomiche

Da un poco di tempo non mi cavo più di torno e giornalisti inglesi che mi devano aver preso pe Balotelli.
Io so un omo pieno di responsabilità e con una famiglia a carico anche se poi è la mi socera che comanda davvero e mi sta appiccicata addosso come un moscino sull’uva matura.
D’impegni n’ho sempre tanti e se per una volta per mimetizzarmi piglio la panda modello vecchio color verde bottiglia col gangio e il portabagagli in prestito da Betty Barsantini che s’è raccomandata di riportargli il primo di novembre che apre la caccia al cignale e vo un paio di giorni in una baita in Normandia a vedere indò girano i filme insieme alla badante napoletana ottantacinquenne del nonno, Ciccina Sudo Magodo (doppio cognome dev’essè nobile), ecco, io un vedo capisco come mai deva vedere la cosa pubblicata nei giornali inglesi accanto a Balotelli che si scaccola alle casse di un supermercato mentre aspetta e cerca gli spicci per pagare i croccantini di gatto.
Ciccina mi garba di brutto, ma è impensabile che io possa tradire la mi socera… ehhmm, la mi moglie, con qualsiasi altra donna.

E ‘nfatti trattasi di gita curturale per vedere indove girano e filme sullo sbarco che ho scoperto quassù che non è una cosa inventata dai cine americano ma è una cosa che è successa davvero poco meno d’una decina d’anni addietro quando Stalin voleva diventà presidente della commissione europea al posto di Prodi e il figliolo di Busce non era daccordo. Per fortuna in politica estera sono aiutato dal mi ministro Cecchini che è un omo di mondo e fa il cicciaio a Panzano fori dal Chianti.

Quassù tutto costa meno, la gente vive bene, non c’ha un governo che è sempre a chiedere o a elemosinare e quando piove l’acqua va nelle fogne e non allaga i garage che alla mi cognata a Pontassieve l’acqua nella cantina gl’ha portato via tutte l’etichette della collezione centenaria delle buttiglie di Rosatello Ruffino e ora un sa più come riconoscerle.
Io un capisco proprio come noi in Italia un si possa essere governati per bene senza mafia, burocrazia e intrallazzi partendo dai piccoli comuni fino ai piani alti.
Vedrete come addirizzo le cose vanno torte a partire dalle curve della strada che da Poggibonsi va a Castellina in Chianti che a mi figlioli quando si va a mangiare i gelato all’Antica Delizia gli fanno sempre male la macchina all’andata e al ritorno.
In tutta la Normandia un si trova un panino con il lampredotto neanche nei locali più stellati, per fortuna ho il volo di stato pe avello fresco cotto d’allora, che se fo colazione senza lampredotto mi s’abbassino i globuli rossi e vo in deficenza di peso come Fassino.
Ciccina è una guida perfetta oltre a essè una gran bella donna. Conosce tutti avendo lavorato prima co francesi, poi co l’inglesi, poi co tedeschi e poi co l’americani….doveva fa la guida turistica, così a occhio.
S’era a una romantica cena a lume di moccolo in un porticciolo di campagna che si chiacchierava di più e di meno in attesa d’un paio di piatti di vongole all’uccelletto che un t’arrivano in coppia i Romanelli e i Macchi su una diane scarriolata senza coperchio mentre piove che si fermano in incognito per fare una recenzione per “La guida de camionisti di Famiglia Cristiana” che però lasciano ni piatto l’arista e la finocchiona di mare e si mettono a fare i gazzillori con la Ciccina.
Peggio de tafani  combinano un so cosa e io ripiglio la panda della Betty e torno al volo a Pontassieve a rapporto dalla mi socera.
Di Ciccina, di Romanelli e di Macchi ancora un si sa nulla. Domani chiamo i generale de carabinieri perchè i gendarmi francesi m’hanno cavato dodici punti dalla patente perchè il bollo della macchina non era pagato.
Era della Betty, mica era la mia.
Sempre forza viola.

Pubblicato in matteo renzi | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

Filari dipinti color radicchio di Treviso

Le viti maritate sono le uniche a non perdere il compagno nella follia immane della guerra con il sangue di persone versato violentemente che impregna i campi e le zolle della rabbia, dell’amore, delle sofferenze del genere umano che si prende a forconate.
Dal sacrificio di analfabeti mandati a morire nel corso dei secoli sui campi, si è tinta l’Arbia, si sono tinte le bietole, il radicchio trevigiano e le foglie di merlot d’autunno che sono lì a futura memoria di un mondo che se retto dalla bellezza, ripudia ogni violenza e puzzo di compromesso.

Pubblicato in fare vino, Federica, fotografie 2014, Italia Nostra | Contrassegnato , , , , , , , , , | 2 commenti

Arista farcita di scamorza con foglia di alloro avvolta nella stagnola cotta con brace di ginepro, alloro, ulivo

Fette di arista tagliata alta in modo da poter essere aperta a sacco dentro il quale riporre amabilmente una fetta di scamorza, richiusa con stecchino, sale, pepe, foglia di alloro, avvolta nella carta stagnola e fatta cuocere su una brace di ginepro, alloro, frasca d’ulivo.

Un successo. La versione ufficiale è con alcuni pomodorini secchi sott’olio all’interno con la scamorza o la provola, ma le variabili con la fantasia affilata possono essere infinite…. la prima potrebbe essere la sostituzione della scamorza con il pecorino.
Oliveta piena di sole, allegria, piccini a corsa nell’erba, gatti ansioni di bocconcini non di pane, sangiovese di quindici giorni, ma la volpe paesana non è pervenuta.

Pubblicato in Arte e curtura, campino e olio, Chianti Storico, Federica, fotografie 2014, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 2 commenti

L’autunno è la primavera dell’inverno

La brinata che scricchiola sotto i piedi pare un lamento malinconico della terra ai nostri soprusi.
Le giornate corte di luce e umide di pioggia o gonfie di freddo sanificatore invogliano a coccolare un libro accanto a una tisana calda in cerca di aromatico tepore.
L’inverno per chi ha i piedi freddi, il collo si ferma, gli occhiali si appannano, si cura con impacchi di ribollita con il cavolo nero cotto dal freddo e un filo d’olio nuovo appena fatto.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, fotografie 2014, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

Matera Capitale Europea della Cultura 2019

Cristo non si è fermato a Eboli, ma è sceso ancora più giù, fra i sassi di Matera per porvi il sigillo di capitale della cultura europea. Onore al merito.
Ognuno di noi per forza o per amore, per rabbia o per rancore ha un debole o un affetto, una scusa o una virgola per scegliere e per schierarsi, una preferenza che influenza la logica, il programma, le cose, la voglia che poi sarà di fare.

Siena e Lecce, Ravenna dell’amica Susanna Grassi, tenero sguardo vinaio di Lamole, la Lucania di Antonietta Bonelli, Perugia e Assisi non di assassini del vino ma di un senza scarpe Francesco, la Sardegna con Cagliari e certe radici.
Ognuno di noi frugando ha motivo di gioire per una città, una persona, un profumo vissuto, sognato, conservato, protetto.
A Siena una parola in più per Sonia Pallai, assessore al turismo, mente anima e sentimenti in ciò che fa, di cui esser fieri.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, fotografie 2014, Italia Nostra, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

Larva di Mosca Olearia

Annata complicata per chi ha olivi in tutto il sentiero della penisola.
L’inverno scorso, mite che non ha disinfettato, ha scatenato uno sbarco fuori dal normale della maledetta Mosca Olearia che si è accanita a più ondate nell’ovodeposizione sulle olive.
Su alcune varietà più dure da perforare e a maturazione più lenta come moraiolo e coreggiolo le classiche trappole di aceto e miele hanno funzionato egregiamente e permetteranno di avere una qualità dell’olio nuovo pressochè perfetta.
Altro discorso per le varietà a oliva cicciosa o precoce come le frangivento che sono state assalite da battaglioni di Mosche Olearie Cornarede che fanno seriamente pensare di lasciarle nel campo.
La qualità generale dell’olio si abbasserà, la quantità invece si abbasserà solo in chi ha un briciolo di amor proprio e non vorrà offrire ai propri clienti olio di ovunque provenienza spacciato per proprio….. a caro prezzo.

Pubblicato in campino e olio, Chianti Storico, fotografie 2014, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , , | 6 commenti

Bramante Ciolfi, novantanove vendemmie a Montalcino

bramante ciolfi

Vado a trovare i Ciolfi che vendemmiano, al podere SanLorenzo- Da qualche anno ci faccio volentieri un’incursione, ritrovando il nonno di Luciano – Bramante – e il suo senso del lavoro (novantanove anni quest’anno). Chi pensa, come me (e come recita la Costituzione all’articolo 1) che la Repubblica è fondata sul lavoro, dovrebbe venire a vedere Bramante, al tempo della vendemmia.

Perché Bramante l’ho conosciuto quarant’anni fa, quando venivo a comprare la legna per le stufe di Fonterenza, nelle mie incursioni in Toscana, da Milano, e poi l’ho ritrovato come nonno di un vignaiolo che apprezzo molto e che ce la mette tutta – lui e la sua famiglia – con una tenacia e un ottimismo che mettono di buonumore.

Quest’anno Bramante non ce la fa a muoversi tra i filari con secchi e cassette diventati troppo pesanti per lui. Allora si dà da fare attorno alla diraspatrice, con un forcone che a me pare francamente anche più pesante. Ma lui si sentirebbe umiliato a stare senza far niente. “La vita è bella – mi fa – ma a questa età ci vedo meno e ci sento meno; non è bello capire che si sta facendo un ragionamento e non sentire bene”. E’ sereno “perché non mi manca niente e in casa mi rispettano”; ma la vita da puro spettatore non gli andrebbe a genio. Ognuno deve darsi da fare, contribuire ad andare avanti. Questo è il suo sguardo, il suo pensiero è un’edizione speciale del senso della vita.
Silvana Biasutti.

Pubblicato in Arte e curtura, fare vino, persone | Contrassegnato , , , , , , , , | 2 commenti

Matteo Renzi mezzogiorno di trippa da Burde con Robert De Niro, Zenigata, Sabrina Ferilli e D’Ammela o Faccela Vedè della linea vini Diadema

Se dio vole risolvere i problemi dell’Italia bisogna che la mi moglie  andata in pellegrinaggio alla Madonna Nera di Livorno con i figlioli, la socera e il cane Birillo ci stia per un paio d’annetti in modo che posso respirare dalle pappine di crusca e germi di nulla che gli è presa la smania del mangiare naturale e leggero che m’alzo da tavola e divorerei la gamba d’una seggiola di castagno smaltata dalla fame che mi rimane.
Ma con la mi moglie un ci posso questionare e discutere che un sono mica Berlusconi che si pole permettere di dagli centomila euri al giorno per i su bisogni, mentre io che non ho mai fatto una beneamata, se mi sfrattano da Palazzo Chigi bisogna davvero che chieda una zappa a Stinghe oppure mi metto a fa’ la comparsa di cinematografo in qualche film dove poi un mi deve riconoscere nessuno. Potrei anche fare il commercialista, tanto se lo faceva Testa Pelata, lo posso fare anche io.
Ora che so solo mangio che mi pare e rientro all’ore più strane perchè n’ho un gran bisogno di star fori la sera invece di reggere la matassa mentre si guardano le previsioni di tempo e le trasmissioni sportive locali che parlano della Fiorentina. Sempre forza viola.
Giust’eri c’era De Niro a Scandicci per la cresima della su nipote che mi chiama per dimmi che aveva voglia di passà una serata tranquilla senza schiamazzi in compagnia d’amici.
Un giro di chiamate e invito Zenigata che è il capo della mi scorta armata, la Ferilli che era alle terme di Gambassi per le varicose e fisso un tavolo da Pinchiorri per assaggiare le sue salsine.
Bobbe mi dice che non vuole coevi, sassicaie e sbroscie, per cui ha digià prenotato una serata a trippa e ossibuchi da Burde una delle rare sere che un c’è il mi ministro Gori (Andrea) impegnato per una settimana nella pesca all’aringhe al lago Trasimeno e almeno un ci fa due zebedei galattici sui vini di Cecchi e di Rocca delle Macie. Meno male viene anche la Ferilli che almeno un sarò il solo a dire cose serie, però lei se lo pole permettere perchè ha due bocce come due fiaschi.
Il Gori aveva lasciato scritto che si bevesse i vino della linea Diadema, ma la Ferilli in un rigurgito di femminismo s’è mbufalita come una starna quando ha letto i nomi de vini e della grappa D’Ammela e del vin santo Trombami, per cui De Niro ha suggerito un’ottima miscela birra e spuma che co la trippa e l’ossibuchi ci sta di nulla!!!
Verso l’undici è arrivato anche il famoso chiururgo Sassaroli con una monaca che a guardalla per bene era una stanga strepitosa e gli dava del lei al tavolo accanto.

“Sorella, che me lo passa il vasoio de crostini, sorella che me lo leva il pepe dal prosciutto, sorella, che me la soffia la pasta al forno che è troppo calda, sorella che me la leva la neve sopra la torta di mele che il Gori (Paolo) in cucina oggi aveva voglia di paesaggi innevati dentro le palline di vetro…”.
La trippa di Burde per bontà equivale al lesso rifatto della mamma della Boschi m’ha detto De Niro, che se lo sapevo la conosceva, si pigliava e si faceva un salto a Laterina e ci si faceva cocere una marmitta fori ordinanza e poi si tornava a Rignano a piedi pe digerire.
Però un corno al Gori (Andrea)  un lo potevo fare che è un mio sostenitore della prima ora e è uno dei pochi che un mi ha ancora dato di lasca per i calzoni a sigaretta che porto e i capelli che paiano leccati dalla mucca chianina che tengo nel sottoscala di palazzo Chigi e che mi munge ogni mattina a rotazione una delle tremila commesse della coooperativa assunte a palazzo quando c’era Massimino. Mi sa che mezze le rimando al Monte dei Paschi perchè qui di mucche da mungere ce n’è una sola.

Sempre forza viola.

Pubblicato in matteo renzi | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 7 commenti

L’uva e il vino della vendemmia 2014

La vendemmia è tanta fatica, ma anche una festa se riunisce amici lontani nell’uso delle forbici nel silenzio dei suoni della campagna.
La dimostrazione che è sempre settembre a fare la qualità delle cose nella vigna è di fronte a chiunque coglie i grappoli o annusa i sentori del primo vagito di vino nuovo nel bicchiere.
Per tutta l’estate si sono succeduti comunicati patetici di enti, associazioni ecc. ecc per definire l’annata pessima e anonima…. settembre ha smentito tutti questi uffici stampa e portatori d’immagine.
Nelle difficoltà oggettive dell’annata piovosa e carica di malattie si misurano le capacità e la sensibilità di vivere il posto in cui si è e se ne comprende la percezione nel risultato finale di ciò che si va facendo.
Annata elegante e di profumo, piacevole. Caratteristiche di quello che poi era il vino del Chianti prima che arrivassero la concentrazione e gli internazionali a distrarre in pieno caratteristiche e sapori.

Pubblicato in Arte e curtura, fare vino, Federica, fotografie 2014, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | 5 commenti