Lo zibibbo di Pantelleria decretato dall’Unesco patrimonio dell’umanità

Qui sopra, le foto scattate da Francesca Ciancio  – penna narratrice struggente intinta nella bellezza della Sicilia – sono istanti permanenti di vendemmia a Pantelleria, isola nell’isola cantuccio d’Italia in balia delle onde mediterranee che, unica al mondo, da oggi può vantare la sua produzione di uva zibibbo destinata a diventare passito come Patrimonio dell’Umanità decretato dall’Unesco.
All’interno delle sponde di mare in cui si infrangono onde e sogni di libertà e fuga, la vite allevata ad alberello nano per proteggerla dall’insidiose nerbate di Eolo, appunta al seno il riconoscimento più importante di radici nella resistenza della luce più luce accecante del sud.

Oggi è un buon giorno per chi ama le doglie di un vino che nasce in un suolo crudo e difficile, per chi il vino lo beve con rispetto, per chi come Francesca scrive così bene gli atri e ventricoli di questa terra beneamata da Bacco, Afrodite, Zeus e dai concerti di Al Bano e Baglioni.

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La tassa sulla ribollita: imposta da pagare all’allevamento dei cinghiali nel Chianti

I panzer della notte, dopo la corpata di pane della settimana scorsa, hanno forato un recinto di rete spessa alto un metro ben teso e piantato nel terreno per cimare e poi disintegrare cavolfiori, broccoli calabresi, cavolo nero, insalata ricciolina e vernina e sono riusciti dalla parte opposta aprendosi un altro varco secondario, dopo aver arato tutto il terreno e impostato nuove entrate e uscite di sicurezza.
Ecco pagata, con la devastazione di un orto la prima rata della tassa della ribollita per l’annata 2014.
Le altre rate si ripagano dilazionate nei giorni antecedenti e da venire rialzando muretti, pulendo dalle pietre lanciate dal grufolare sulla battigia la già stretta strada comunale resa ancora più stretta da una striscia continua sulla carreggiata per una lunghezza di oltre cento metri di sassi, rizzollettando erba e, cosa non banale, rispianando l’aratura del parco monumento ai caduti delle due guerre mondiali.
Il foraggiamento evita la ricerca del poco cibo presente naturalmente nei boschi.
Ecco spiegato il numero sconsiderato di cinghiali nel Chianti, il loro raggruppamento a gregge errante e l’immane quantità di danni provocati alle vigne, al paesaggio, agli orti, alle strade, muretti a secco, alla sicurezza della viabilità e alla memoria dei nostri vecchi arati nel ricordo e nel parco delle due tragedie mondiali dallo strabordante numero di questi maiali pelosi allevati allo stato brado.

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Matteo Renzi a Buckingham Palace con Sergio Forconi e Giancarlo Antognoni

regina, sergio matteo e antognoni

Maestà, la mi moglie in questi giorni ha le idee girate per via che la parrucchiera s’è distratta mentre le faceva la tintura e gli son venuti i capelli arancioni come un giubbotto dell’operai dell’Anas e un c’è verso di farglieli tornà normali nemmeno a fagli uno sciampo co’ i diluente.
Non c’è stato modo di convincila di falla venire in visita ufficiale da lei, per cui, avendo la mi socera alle prese con la sbucciatura delle castagne di Mugello per fare il castagnaccio alla Casa del Popolo di Pontassieve, rifocillamento del torneo di briscola indove chi vince si piglia un apino 50 co i motore truccato, ho composto la mi delegazione con Sergio Forconi, cugino di primo letto del compagno Marchese Vladimiro Tesoroni e Giancarlo Antognoni, perchè è sempre l’unico dieci.
Lo so che il protocollo prevede l’arrivo con il ministro degli esteri, ma Dario Cecchini era impegnato a fare la finocchiona e a dare una mano ai cignalai nel ripulire i 4372 cignali che hanno incontrato il piombo a palla nella battuta di ieri.
In diacciaia ho con me un paio di fegati di cignale da regalare al su marito che so essere ghiotto col finocchio, l’alloro e la rete di maiale, per lei un’asse da stiro presa da Marino fa Mercato, due dame d’olio dei soci della coppe (come m’aveva detto) due cartoni con una selezione di vini d’orcio di terracotta, il poster ad altezza naturale di Pupo, una balla di brigidini di Lamporecchio per la Camilla, la pasta dei crostini neri per Carlo e per tutti un crino intrecciato a mano di ricciarelli Sapori.
Sergio Forconi ha per vostra una copia autografa del film “Berlinguer ti voglio bene” e m’ha detto che voi è perfetta ora nell’ interpretare il sequel del film nella parte della mamma di Cioni, mentre Antognoni ha per la sua maestà la maglia che aveva addosso nella semifinale mondiale dell’82 in Spagna con il Brasile, che voi in quel mondiale un vedeste palla.
Mi scusi ma ho il fuoco all’ano e non mi posso trattenere più di tanto, la vi volevo dire però che d’agosto vorrei che venisse a Rignano con la su famiglia alla Festa de L’Unità nella serata di pesce che lo fanno di morto bono, poi la porto al pallinaio della Casa del Popolo di Mercatale Val di Pesa, se lo ricorda i Pacciani? I mostro di Firenze!!! E poi si va a un concertino di Siena Jazz che fanno le sere d’estate ni piazzale indove il mercoledi mattina fanno il mercato.

Sarebbe bello che s’andasse insieme a Siena il 10 d’agosto, così si fa anche Calici di Stelle e le fo conoscere i Bonucci dell’Enoclub e quella meraviglia di Sonia Pallai assessore ai Turismi.
Maestà… prima vada via me lo fa un piacere? Mi s’è sdrucito l’orlo di sottanino… di chilte, che me le darebbe due bugliate di filo?

Un’altra cosa, una di queste sere viene a Pontassieve che si guarda se in coppia a briscola si vince l’apino che tanto mi comoda pe portà la legna per le stufe di Palazzo Chigi?
Sempre forza viola, vedrà che quest’anno si vince la coppa Uefa.
Maestà, che me la fa una dedica per la mi socera sopra l’ultimo libro di Bruno Vespa?

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Centro Guide Siena: “Viaggio itinerante nel Chianti segreto” e “Il Chianti Classico: arte, cultura e curiosità del prestigioso vino toscano”

Il Centro Guide Siena ha organizzato una fitta serie di appuntamenti ed escursioni nel territorio provinciale alla ricerca di scorci, sapori, pitture e percorsi in una campagna lieve che parte dal rilassamento invernale fino all’empito primaverile.
Due le tappe che toccano il Chianti:

Sabato 29 novembre

Viaggio itinerante nel Chianti segreto

Visita all’ incantevole borgo di Vertìne e poi Pieve di Spaltenna, Barbischio, Castagnoli. A conclusione, degustazione di prodotti tipici presso l’azienda agraria dei fratelli Cantalici. Spostamenti con mezzi propri.

Ore 14:30 Davanti alla chiesa di S. Sigismondo nella buca sotto Vertine – durata del tour 3 ore circa

Costo: €5 per la visita guidata + €7 per la degustazione

*Per motivi organizzativi si richiede la prenotazione entro giovedì 27 novembre

Domenica 29 marzo

Il Chianti classico: viaggio tra arte, cultura e curiosità del prestigioso vino toscano.

Visiteremo Radda, in esclusiva la pieve di Santa Maria Novella, l’antico borgo di Volpaia, per finire con passeggiata fra le vigne e degustazione presso la cantina di un’azienda. Spostamenti con mezzi propri.

Ore 14:45 Radda in Chianti, giardini pubblici in piazza Dante

Costo: €5 per la visita guidata + €7 per la degustazione

*per motivi organizzativi è gradita la prenotazione entro giovedì 27 marzo.

Per info e prenotazioni:

tel. 057743273

info@guidesiena.it www.guidesiena.it

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Chianti Classico Pagliarese Riserva 1982 campione sigillato a cera lacca per l’esportazione

La mattina del 4 aprile 1989 sulla scrivania del piccolo ufficetto di cantina erano state appoggiate 6 bottiglie della Riserva 1982 con accanto il fornello a gas, il pentolino della cera lacca, sei cartellini con su scritto il quantitativo di cartoni da 12 bottiglie e il nome dell’importatore.
All’epoca per l’esportazione arrivava Santino – il vigile urbano famoso per aver fatto una multa alla moglie nel centro di Castelnuovo Berardenga rea di aver lasciato la macchina di qualche palmo fuori dalle strisce – che sigillava i campioni facendo passare un nastrino con su attaccato il cartellino dei dati dove colava della cera lacca calda e apponeva il timbro dei vigili urbani.
Di queste bottiglie una rimaneva in cantina, una ai vigili e quattro venivano portate a cura dell’azienda presso un laboratorio di analisi a Siena il quale rilasciava tutti i dati analitici del vino che finivano allegati alla bolla di accompagnamento.
Di queste bottiglie che rimanevano ogni tanto si faceva pulizia e venivano divise fra il personale di cantina.
Diverse di queste bottiglie sono amorevolmente custodite insieme ad un affascinante bagaglio di ricordi e di modo di fare il vino senza fronzoli, senza orpelli, senza divi che dicevano cosa fare per fax o per telefono, senza i lustrini del mondo vinario di oggi.
In sintesi niente antani e tanta uva buona portata in cantina, fatta fermentare in vasche di cemento, con una diraspatrice che avevo un fremito in senso orario, a lavatrice in centrifuga, una pompa a pistoni prima con la campana di ottone, poi  una con la campana di acciaio, rimontaggi, svinatura, di nuovo nel cemento nella parte più calda della cantina, travaso nelle botti di legno di varie pezzature, qualche travaso per rimuovere le fecce, poi filtro e in bottiglia.

Sangiovese, ma anche canaiolo e malvasia bianca, tre anni di botte da 67 hl, 20 mg/litro di solforosa libera, filtro sgrossante, quindi largo (il supra 1000 della seitz) e nelle bottiglie fra la fine del 1986 e i primi mesi del 1987.
Il tempo di crescita, fattore determinante della longevità del vino e la sua conservazione in un luogo fresco e al buio una volta nel vetro.
Dopo 32 anni dalla nascita del vino, da 28 dalla sua entrata nelle bottiglie, da 25 dal sigillo apposto da Santino, viene rotto il cappello di cera ed estratto il tappo che un po’ si sbriciola ma che si estrae senza difficoltà e senza farlo andare nel vino.
Il primo impatto è un colore antiche bandiere della contrada della Torre un profumo avvolgente di arancia schietto, marcato, affascinante come una notte di San Lorenzo.
Riposa nella bottiglia per le tappe di avvicinamento all’arrosto girato.
Diventa polvere di cacao, leggera nocciola, salvia, si chiude con le ultime tre dita della bottiglia con un leggero sedimento di colore, arriva una nota nitida di tabacco e una profonda e silenziosa riflessione sulle tante bischerate che circolano intorno al vino oggi.

Un pensiero per Santino, per Gino, per Giulio Gambelli, per la signora Alma Sanguineti.
A Lapo che giusto ieri compiva sedici anni e così può annusare (dall’Inghilterra) il pranzo in suo onore.

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La menopausa del freddo: fragole, lavanda e rose di novembre

Ci si rimbocca le maniche stando al sole e i giacconi pesi riposano negli armadi coccolati dall’odore delle palline di carbolina.
Fragole, lavanda e rose guardano stupite la malvasia grinzosa che asciuga e appassisce per diventare mosto da vinsanto, unica cosa normale in questo novembre tiepido e colorato illuminato dall’intermittenza di miliardi di lucciole commissionate dagli italiani che hanno voglia di essere persone e non grafici e statistiche degli uffici grigi di Bruxell.

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Il degrado del cimitero e della chiesa di San Giusto a Balli, Sovicille

Margherita Fontani è un’insegnante di scuola elementare in pensione, una signora che dedica parte del proprio tempo all’accoglienza di persone che vogliono visitare le chiese nei dintorni di Sovicille e trasmettono con passione e competenza lo spicchio di bellezza a chi arriva del luogo in cui vive.

Poco distante alla magnifica Pieve di Ponte allo Spino c’è la Chiesa di San Giusto in Balli con annesso un piccolo cimitero. Sia la Chiesa che il cimitero sono avvolti dalle erbacce e dall’incuria (un tetto franato e una piantacascata davanti al complesso) ed è per questo che la signora Fontani prende carta e penna e scrive una lettera all’arcivescovo di Siena, Antonio Buoncristiani e al sindaco di Sovicille, Giuseppe Gugliotti. Ma a distanza di un mese dalla stesura, ancora non vi è risposta.
Su questo blog si era già parlato un paio di anni fa della zona, segnalando una discarica abusiva a bordo strada, (prontamente rimossa) e la bellezza della Strada di Piscialembita e del Palazzaccio di Toiano fatto a piedi fino a giungere alla chiesetta in questione, già allora, (specie nel cimitero) in non buone condizioni di salute.
Non credo che all’arcivescovo Buoncristiani e al sindaco Gugliotti possa far piacere di passare alla storia per aver assisitito al crollo di un monumento storico come la Chiesa di San Giusto in Balli.

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Il Corpo Forestale sequestra dodicimila litri di olio

Il personale dei Comandi Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Montepulciano e Sarteano, a seguito di un controllo stradale in prossimità del casello autostradale di Bettolle, ha operato un sequestro di oltre 12.000 litri di olio dichiarato come “extra vergine di oliva – 100 % italiano – campagna 2014 – 2015”, proveniente da un’azienda olearia della regione Puglia. Il sequestro si è reso necessario per la mancanza dei prescritti requisiti di rintracciabilità documentale del prodotto oggetto di accertamento. Dalle verifiche condotte, infatti, sono emerse varie e sostanziali irregolarità nella compilazione del documento di accompagnamento della merce, oltre che incongruenze significative tra il tragitto indicato nel documento stesso e quello ricostruito dagli uomini della forestale attraverso la consultazione del cronotachigrafo installato nell’autocarro. Inoltre, l’impresa indicata nel DDT come destinataria dell’olio, una nota azienda olearia stabilita in provincia di Firenze, ha dichiarato di non avere rapporti commerciali con l’impresa pugliese. Tali circostanze,
unitamente al fatto che il trasporto si protraeva da quasi quattro giorni, durante i quali il mezzo ha percorso diverse centinaia di chilometri in varie regioni del centro Italia senza un motivo ben preciso, hanno indotto il personale del Corpo forestale dello Stato ad intraprendere la misura cautelare del sequestro.
Al fine di verificare l’origine e qualità dell’olio dichiarato come “extra vergine di oliva”, inoltre, in collaborazione con personale tecnico dell’Azienda USL 7 di Siena – Dipartimento della Prevenzione Zona Valdichiana, è stato effettuato un prelievo di campioni all’interno della cisterna di trasporto, operazione finalizzata alla successiva analisi chimico-fisica del prodotto comprensiva del contenuto di alchil esteri, sostanze rivelatrici dell’origine geografica e della buona qualità dell’olio italiano.
Il carico di olio è stato, quindi, travasato all’interno di due contenitori messi a disposizione da un oleificio di Motepulciano, azienda completamente estranea alla vicenda, per poi essere sottoposto a sequestro, unitamente alla documentazione di accompagnamento ed ai fogli di registrazione del cronotachigrafo.
Nel corso della corrente campagna olearia il Corpo Forestale dello Stato ha attivato in tutta la regione una specifica campagna di controlli finalizzati a verificare la movimentazione dei prodotti olivicoli (olive ed olio), al fine di prevenire, ed eventualmente reprimere, frodi a danno dei consumatori e della regolarità del mercato.
Come è noto, infatti, il marcato calo di produzione degli oliveti toscani, stimato intorno al 50 – 70 % rispetto allo scorso anno, con punte addirittura del 90 % in alcune zone, dovuto soprattutto alle condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli alla diffusione della mosca olearia, potrebbe incentivare traffici, talvolta illegali, di prodotti olivicoli provenienti da fuori regione, anche di origine
comunitaria ed extra comunitaria, a danno delle produzioni nazionali, ed in particole di quelle toscane di eccellenza.-

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La signora in rosso

Il rosso è il colore dell’amore, della passione, della vita che rinasce, cresce e non muore mai.

Un rosso chiarore ogni sera chiude il sipario del sole, emozione di un sangue che corre veloce.
Una miscela di radici esplode, di scaltre viti di sangiovese e negroamaro, le onde lievi dei travasi, le linee gotiche della glicerina nel bicchiere, una donna cui il vento alza la gonna, una signora che ha insegnato a leggere a piccoli pulcini e ha donato loro la nozione del sapere, del capire, del non lasciarsi soffocare dall’ignorare, dal ricercare la voglia di vedere l’origine dell’arcobaleno delle cose. Amare sempre la bellezza ovunque essa si trovi.

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Batte l’Ansa: Matteo Renzi ha il controllo dell’udito alla mutua di Pontassieve e poi la su mamma prepara il pranzo con Silvio per il nuovo “patto del fegatello di cinghiale ” avvolto nella rete di maiale. L’accordo prevede la realizzazione di una Festa de L’Unità a Arcore e la rivelazione della ricetta segreta degli spaghetti alla Giannetto dopo una seduta di fanghi alle terme di Rapolano

Eravamo alla Nato che il comandante Necchi mi ricorda dianzi di avere io un controllo per l’udito facente veci la mutua di Pontassieve per l’alto incarico che io presiedo e a cui non posso fare a meno di andare o delegare per ottemperare le vigenti norme di sordità della legge 626 che un ci ho capito nulla nel leggerla.

Atti, commi, bis e cippa lippa…. un bel casino scrivere una legge capente in Italia, per fortuna alla Giustizia ho messo Gina Lollobrigida che ha due bei fiaschi di risorse.

Devo fare lesto perchè si diacciano i fegatelli di cignale avvolti nella rete di maiale per la desina che ho con Silvio a casa della mi mamma.
A me la rete garba poco, ma a Silvio le maiale parecchio e un posso star li a pimpinellare quando c’è in gioco la ruota della fortuna del paese e gravi decisioni da pigliare.
Boni i fegatelli di cignale con i vino di Roberto Bianchi di Val delle Corti e con i vino di Caparsa insieme al frappè di rigatino e gli spaghetti che Giannetto, (per non rivelare la famosa ricetta) c’è venuto apposta a cucinare dal poggio di San Polo… quello di Chianti però, mica quello vicino a Greve!!!!

Cogli spaghetti s’è bevuto i vino di Istine dell’Angela Fronti che Silvio in confidenza m’ ha detto che gli sta molto simpatica e gli garba dimolto tanto che la metterebbe o al posto di Galliani al Milan o a dirigere i telegiornale di tasto 5.
Silvio ha portato un capocollo di canguro alle spezie di panforte preso la settimana passa a Follonica (che lo devo insegnare ai Gori) e una sublime boccia di Pergole Torte 1990 che la mi mamma ha subito messo da parte per dalla alla mi socera.
Crostini e antipasti con una belle boccia di Baron Ugo di Monteraponi e cacio pecorino di Pienza con il Poggerino male un ci stavano davvero.
Frutta, caffè, vafer della coppe, ammazza caffè di sambuca (e meno male la mi mamma un c’ha presentato i conto) e si principia a ragionare di cose serie.

Silvio d’estate vole che organizzi una festa de L’Unità a Arcore per i vecchini della casa di riposo dove va a fa servizio, vole la ricetta segreta degli spaghetti alla Giannetto e una settimana di bagni di mota calda alle Terme di Rapolano, oltre a una trifora in prima fila per il Palio del 2 luglio con quella meraviglia di Sonia Pallai che gli spiega la corsa e il corteo storico parecchio meglio di Franco Masoni.

Tutte cose che si possono fare se Silvio mi da il via libera sulla legge elettorale, qualcuno accompagna il braciere con Serafo e Nellino a Arcore per la festa del L’Unità e rimanda Montolivo a giocare nella Fiorentina già da gennaio.
Lo scoglio più grosso sarà Giannetto. Prima di rivelare un segreto di stato come la ricetta dei suoi favolosi spaghetti, c’è il rischio che sposi Mastella.
Se mi manda a monte il “Patto del fegatello di cignale” con Silvio faccio aprire la diga di Levane e realizzo il lago del Chianti con un porticciolo a Vertine, uno a Radda e un altro a San Gusmè.

Bisogna assumersi le proprie responsabilità. La politica è una cosa seria.
Boni i cantuccini con il vinsanto di Gianluca.

Sempre forza viola.

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