L’imposta di bollo per il carro agricolo

Nel 1950/51 l’imposta di bollo per il carro agricolo di legno trainato da bovi era di 300 lire, mentre nel 1952 aumentava a 500 lire, nel 1953 non c’è ricevuta di pagamento e nel 1954 aumentava a 1000 lire, segno che i contadini erano sull’orlo di diventare miliardari per l’uso dei carri per il trasporto dei sassi, dei foraggi, delle manne di grano mietute sotto il sole di luglio da condividere con il padrone, al netto del fattore, come prevedeva il contratto mezzadrile.
Il pagamento dell’imposta veniva certificato da una targhetta metallica da punzonare a chiodi sul carro con su impresso l’anno, una ruota di carro stilizzata, la somma versata e la sigla della provincia di appartenenza.
Questi attrezzi da lavoro erano frutto di un’artigianato sopraffino nell’uso del ferro e del legno ma indice di tanta fatica e vita difficile piena di rughe sul volto e nell’animo gobboni nei campi che chi non l’ha mai provata spesso elogia e rimpiange, ma non lo vorrebbe fare.

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Oxi Kalimera

Cordiali vaffanculo dedicati alla dittatura delle banche e dei vertici europei e tanti girasoli sinonimo di sogni sotto il sole e di isole che accolgono tutti quelli che scappano da questo letamaio senza sentimenti.

Per la luna e per le stelle
io le sento mie sorelle
le hai formate su nel cielo
e le doni a chi è nel buio.

Per la nostra madre terra
che ci dona fiori ed erba
su di lei noi fatichiamo
per il pane di ogni giorno.

Per l’amore che è nel mondo
tra una donna e l’uomo suo
per la vita dei bambini
che il mondo fanno nuovo.
Francesco d’Assisi

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Dal Vicolo degli Orbachi o Vicolo dei Fegatelli

L’orbaco, antico nome dell’alloro, pianta che riempiva gli orti e battezza questo splendido colpo d’occhio un po’ nascosto, un po’ in disparte poco lontano da porta Ovile.

Pianta aromatica sempre verde sinonimo, in cucina, di fegatello.
Gli orti sono scomparsi da anni ed è rimasto solo qualche sparuto ulivo, alberi da frutto e cespugli di rose, un grande albicocco pieno di saporiti frutti arancioni, qualche panchina per donare affettuose parole a chi si ha accanto, ginestre sfiorite.

Qui c’è la stalla che custodisce il cavallo della Nobil Contrada del Bruco nei giorni di Palio, qui, non tanto lontani nel tempo, c’erano laboratori di pittura e restauro, produzione artigiana di gioielli.
Con il cielo coperto risaltano i colori pastello delle facciate delle case sottostanti, donando un punto di vista della città che merita di essere visto.

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Flauti traversi fra cicale, grilli e rondini dell’oliveta di Vertine

Come con un po’ di volontà, fantasia e vigore si riesce a creare una serata piacevole per i tanti partecipanti portando la musica ad intersecarsi con la natura in mezzo a se stessa.
Un canto di cicale e grilli e una danza di rondini e qualche lucciola, hanno seguito a tempo le note degli studenti del Conservatorio Franci di Siena, protagonisti con bravura di questa idea semplice ma molto gradita, in un paese che di cultura, agricoltura e paesaggio, potrebbe vivere di rendita.

Tanti i ringraziamenti da fare: Agostino Luzzi, Giuditta Di Gioia, Giulia Serio, Silvia Chiarelli, Lavinia Massai (i flautisti), Isabel Stein, preziosa insegnante di musica, l’Hotel Castello di Spaltenna, Renzo Centri, la Pro Loco di Gaiole, Ilaria Sciascia, Barbara Bonaccini, Claudio Bonci stremato dalla fatica all’affettatrice della “Vineria di Vertine”.
L’inossidabile, insostituibile Giannetto Catinari che al calare delle tenebre, durante la cena in piazza, ha allietato i presenti con la fisarmonica salutando i giovani flautisti dicendo loro “studiate, studiate, studiate, perchè la conoscenza e la musica salveranno dall’ignoranza e dalle tragedie il mondo”.

E un grazie alle undici persone che si sono adoperate per riuscire a smontare un seggiolino da bambini posizionato nella macchina che ha riaccompagnato i musicisti a Siena.

Servizi sulla serata fra gli ulivi di Vertine, saranno trasmessi in vari notiziari regionali.

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Palio 2 luglio 2015: Torre, è tutto rosso

E’ tutto rosso, dice un ragazzo commosso appena Brio, il fantino della Contrada della Torre alza il nerbo al cielo sopra la cavallina Morosita Prima, vincendo il Palio di luglio per la contrada di Salicotto.
Per le vie la solita tensione emotiva che viene affrontata intimamente in modi diversi: chi parlando, chi nel silenzio, chi nella preghiera o chi non ha tempo per tutti i preparativi da fare.
Le forze dell’ordine all’entrata in Piazza fanno passare racchie e uomini, ma controllano bene, anzi benissimo le ragazze e le donne dipinte in bellezza dalla vita.

Un Palio pieno di aspettative e di contrade rivali, ben sette che non lasceranno niente di intentato pur di ostacolarsi.
La Torre non pare ben messa, stretta fra le rivali Onda e Oca, più il Leocorno e il Nicchio che monta il fantino dell’Oca e ha serie possibilità di vincere.
Una mossa infinita, il Montone che guarda solo il Nicchio, l’Oca che vaga e non si capisce, la Selva e la Pantera immobili, l’Onda ferma, Civetta con poche speranze, come la Tartuca, come il Leocorno di rincorsa montando un fantino esordiente.

Una difficile e lunghissima mossa, una partenza a razzo della Selva, dell’Onda, della Torre,  il fantino del Montone che mette a sedere in terra il fantino del Nicchio, la Torre passa la Selva al secondo San Martino tallonato forte dall’Onda, ma vince il rosso cremisi di Salicotto.

C’è la gioia di Dario tornato dalla cattività di Milano, c’è Bruno Monciatti accanto ai saggi della Contrada che si gode la gioia, c’è Rossano arrivato a corsa con un piede quasi rotto, c’è Maurizio che chiede cosa sia successo e poco dopo schizza come una molla, c’è il Biro che conosce ogni vite di tavolo e sedia della Torre, c’è Vita, Lorenzo, Francesco, Filippo che parte a razzo per il palco a ritirare il Palio, c’è Renato, c’è Andrea, c’è un popolo rosso che non finisce mai e si affaccia alla fontana che per l’occasione speciale versa vino per tutti.
E c’è una rondine piccina cascata dal nido che si posa sulla solita finestra e da li si guarda il corteo storico fra le coccole. E’ l’emozione che vince ogni volta.

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Girasoli, le bandiere gialle dell’estate che ballano il sirtaki

Tamburi e tufo con l’eco di cavalli al galoppo che si sente porgendo l’orecchio al vento in questa piazza del campo di girasoli che fanno da materasso alle curve degli urti del vivere e alle onde di un mare in burrasca che si infrange sugli scogli di una forte e orgogliosa Grecia che ha l’occasione di spezzare le reni a questo maledetto modo di campare nel buio dei numeri.

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Primo luglio Festa Nazionale dell’Illegalità


Apre la banda a fiati e corde “Tommaso Buscetta” che suona “brucia la luna”, dietro la quale in ordine di importanza sfilano le truppe.

Segue il drappello dei contabili guidati da Testa Pelata, la guarnigione dei servizi segreti deviati guidata da Filippo De Silva, dei banchieri guidata da un amico di Sindona, dei vitalizi politici guidata dalla Mosca Olearia.

Cirino Pomicino è il Maestro di Campo, Zaccaria Problemi guida gli enologi bischeri, Cicciolina le crocerossine.
I labari della Famiglia di Corleone, della Piana di Gioia, della Sacra Corona, dell’anonima sarda. I Bonanno di New York, i Soprano, i labari di qualche cooperativa di accoglienza.
Guida l’ordine dei medici Alfeo Sassaroli, dei giornalisti Giorgio Perozzi, dei geometri Rambaldo Melandri, dei nobili in disuso Conte Raffaello Mascetti, dei barristi che vendono le paste scadute Barrista Guido Necchi, della Massoneria Licio Gelli.
Azzecca – Garbugli guida gli avvocati, Tony Montana i seppellitori di rifiuti con delega per i radioattivi, Fabrizio i fotografi, Genny “A Carogna” i tifosi di calcio, Silvio Berlusconi  per la Protezione Civile e l’assistenza alle profughe.

Sandokan da Casal di Principe, Barbanera per gli scafisti, delegazione della Mano Nera, figliendrocchia e contraffattori di marchi e di luoghi.
Delegazioni di palazzinari, picciotti, cooperative di assistenza e caporalato agricolo.Durante tutta la sfilata si cuoceranno salsicce e aragoste.
A fine giornata proiezione del film “I soliti ignoti”.

Buon compleanno Antonella.

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Romeo e Giulietta, un dramma d’amore nel bruscello in ottava rima sotto uno sguardo di luna a San Gusmè

Il volto angelico e la voce suadente di chi interpreta Giulietta e l’impatto emotivo di chi ama e vibra sulla scena interpretando Romeo, indomabile di limpido sentimento giovanile non compromesso di calcolo o quattrini che contagia anche chi lo interpreta.

Figli di famiglie rivali e sempre in tensione, sorretti dal più puro filo che attizza i cuori, ma al contempo anche le invidie e le lingue lunghe, il giudizio e la pena di chi detiene il potere.

Ieri, oggi e domani, lo spirito libero e anarchico e chi ama non sarà domo. Si deriso, vilipeso, ferito, dal dramma risboccia sempre una foglia piccina di speranza che cura la tristezza bevendosi la pioggia.
Montecchi e Capuleti, se le suonano da secoli sulle tavole dei paloscenici del mondo e la storia più commovente si rinnova nel volto e nei ventricoli di chi interpreta questi giovani straziati nel perdere la metà di se stessi.
Sotto la luna a cavallo del campanile, gli attori non attori del Cantiere del Bruscello di Castelnuovo Berardenga, hanno regalato in Piazza Castelli riempita di pubblico tre giorni di teatro in ottava rima di eccellente fattura e recitazione.
La calda voce di Silvia Tognazzi davanti la bottega di sarto di Vezio, sul tema d’amore del film di Zeffirelli composta da Nino Rota. Un altro bersaglio centrato da Matteo Marsan, lo stesso che, ricordando in piazza una cannonata, fece piangere Vertine.

A San Gusmè, nel grano come nelle viti ha intorno, vibra sempre toccando ogni cantonata e zolla il tema d’amore di Nino Rota.

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“Vertine dal tramonto alle lucciole”: concerto del quintetto di flauti del Conservatorio Rinaldo Franci in una danza di rondini

vertineVenerdi 3 luglio alle ore 19.30 concerto (gratuito) del quintetto di flauti degli studenti del Conservatorio Rinaldo Franci di Siena che suoneranno, in mezzo al volo di rondine:

Joplin: “The easy winners” e “Peacherine rag”

Debussy: “Arabesques 1 & 2″

Kuhlau: “Allegro, dal trio n° 1 op. 86″

Al termine del concerto, per chi vuole ancora gustare bellezza e sapori del luogo, la “Vineria di Vertine” prepara un buffet a 12 € per il pubblico che parteciperà al concerto.

E saluta il sole va a dormire e le tenebre si innalzano, la musica fresca e gioiosa della fisarmonica di Giannetto.

Informazioni: Ufficio Turistico di Sotto Vertine tel. 0577 749411

ufficioturistico@comune.gaiole.si.it

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Amor ogni cosa vince

L’amore necessita di un complice, ma non è un’associazione a delinquere, dato che (se vero) cresce, nasce, si sviluppa e commuove privo di interessi pecuniari o di bandiera e vince ogni barriera.

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