Uva, cinghiali e granturco

Le foto non sono dei capolavori, ma servono ad illustrare una situazione che dura tutto l’anno all’interno di vigneti e di boschi nei quali viene sparso di tutto (pane, frutta, granturco, mi si dice persino cioccolata scaduta) per alimentare cinghiali e daini di conseguenza.

Nella vigna ritratta nelle foto, solo qualche giorno fa è stato sparso sia all’interno che all’esterno dei fili elettrici che fanno da dissuasori alla selvaggina, una bella quantità di granturco, in modo che il cinghiale o il daino di passaggio si toglie la fame con il mais e la sete con l’uva.

Il problema è serio e tosto, un circolo vizioso che non porta mai da nessuna parte se non alla fine della stagione a fare il conto dei danni, dei quintali di uva mangiata, delle recinzioni su cui  passano sopra con le jeep, le batterie sparite, i fili tagliati e ovviamente il problema dei problemi che nessuno vuol toccare: spargere quintali e quintali di cibo nei boschi per cinghiali e sempre di conseguenza daini.

Per questi animali, star così bene vuol dire riprodursi in forma esagerata e riempire le campagne di branchi di affamati eterni, al solo scopo utile di far divertire i cacciatori durante le battute di caccia che sembrano diventate solo una gran macelleria invece che una dimostrazione di arguzia, di abilità e sfida con la preda.

Credo che occorra porre un freno alla pasturazione degli animali, credo bisognerebbe far capire che il divertimento di pochi passa attraverso la fatica e il lavoro di tanti che dall’uva traggono lavoro e sostentamento, credo che questi boschi non possano essere preda di branchi di cinghiali e di daini che trinciano ogni cosa o riempiti delle buste vuote di plastica che proteggono il pane.

Credo ci vorrebbe un pò di buon senso, ma credo anche sia una merce rara.

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14 risposte a Uva, cinghiali e granturco

  1. Michele Braganti scrive:

    Andrea e’ assolutamente vietato..!!!……se vedi qualcuno fare questo chiama la polizia provinciale immediatamente…..sono i cacciatori a fare questo per tenere i branchi vicini ora che fra un pochino apre la caccia al cinghiale……!!…..e’ triste e molto ma molto oneroso ma uno deve fare un pianto e un lamento e recitare le vigne tabellandole con la dicitura divieto di caccia per colture in atto…….e’ triste perche’ il chianti sta diventatndo un enorme fondo chiuso….non c’e’ quasi piu’ la possibilita’ di fare una passeggiata tra i filari…ma tant’e’ che se non si fa cosi’ ormai queste bestie nate e cresciute a uva sanno benissimo che di scossa non muoiono ed e’ tanto piu’ buona l’uva…..cosi’ a fine anno si contano i danni tanti,…. risarciti poco,… pochissimo……e chi ci guadagna sono i cinghialai…che si divertono,si arricchiscono vendendo la carne di cinghiale e facendo partecipare alle battute i cacciatori del nord(sotto pagamento)…….il sistema e’ marcio ma le squadre hanno peso politico portano voti a questa o quella amministrazione piu’ compiacente e sai benissimo che in chianti con paesini di 1000 abitanti 70 o 80 voti fanno e come la differenza…….guarda che io sono cacciatore…ma in questo caso il sistema e’ indifendibile!!!!!

  2. Lo sò bene che è vietato pasturarli e mi si stringe il cuore vederlo fare davanti e dentro una vigna con l’uva matura e con il recinto elettrico aperto da quelle parti.
    Ne ho parlato con un responsabile dell’azienda, ma ha detto lascia fare, non è importante, gli disintegrano le vigne dappertutto e questo si accuccia, non lo capisco, comunque faccia lui.
    Recintare tutto mi fà venire i brividi, ma a questo una soluzione ci potrebbe essere.
    Togliere le zone alle squadre dei cinghialai, chi vuole cacciare va a prendersi il posto la notte come una volta e la fà finita di pasturare i cinghiali all’interno della propria zona per tenerceli e divertirsi.
    Sei cacciatore e produttore, quindi giustamente doppiamente incazzato.
    Qui non possiamo arrivare a far recintare tutto, è inammissibile.
    E’ un giochino che rende parecchi soldarelli, oltre ai cacciatori del nord, la carne di cinghiale, vogliamo considerare l’allevamento e la vendita dei cani da caccia?
    Comunque, per stare sul pezzo è necessario che soprattutto i produttori alzino la voce e si incazzino di brutto.
    I danni che vengono calcolati sull’uva e pagati sono risibili, recintare le vigne con la rete alta due metri non ci si deve neanche pensare….. produttori incazzatevi.

  3. lallero scrive:

    AHAHA CHIAMARE LA AUTORITA’
    AHAHAHAH
    FATEVI RISARCIRE I DANNI DALLA FEDERCACCIA, INVECE CHE DA NOI CONTRIBUENTI
    E PULITE LE VS VIGNE
    TANTO LO SAPETE CHI CE LI METTE DATO CHE SONO QUELLI CHE VI VENGONO A RIPULIRE LE VIGNE DAI CINGHIALI E DAI CAPRIOLI
    DATE LA COLPA AI CACCIATORI DEL NORD?
    E I NS DOVE PENSATE CHE VADANO A CACCIARE ?
    VOLETE FAR CREDERE CHE CHI PASTURA GLI ANIMALI VENGA DAL NORD IL POMERIGGIO DOPO CHE HA FINITO DI LAVORARE?
    VERGOGNATEVI
    MA NON CREDO NE SIATE CAPACI

  4. lallero scrive:

    MESSAGGIO PER IL MESCHINO CHE SI ACCUCCIA E CHE DICE
    LASCIA STARE:
    I DANNI RIPAGATELI DAL SOLO PUSILLANIME

  5. Michele Braganti scrive:

    guarda che la pasturazione alla fauna selvatica e’ vietata e come tale e’ un reato perche’ non mi dici come ti chiami e dove vai a pasturare che ti mando giusto giusto una pattuglia che conosco bene…..di siena……cosi’ ridi in faccia a loro se ti trovano….e vediamo come va a finire…!!!!

    poi i contribuenti non sborsano una lira per i danni da fauna selvatica solo in minima parte i soldi dei cacciatori vengono destinati ai risarcimenti……se davvero tutti i soldi invece di intascarseli le provincie ritornassero agli atc per il governo del territorio faunistico non ci troveremmo in questa situazione…!!!!

    informati

  6. La Lallero a pasturare i cinghiali?
    No, no, Michele, sei fuori strada, poi se ripassa, mi auguro chiarirà da sola per la rabbia nelle mani che scivola sui tasti e non la fà ben capire in quel che vuol dire.
    Si fà alla svelta in un argomento del genere a prendere fuoco invece di spiegarsi ed è una cosa che non ha senso e non porta da nessuna parte.
    Comunque la cosa stramba è che i produttori di uva in generale se ne stanno zitti.
    Si fanno mangiare uva, prendono tre lire con i rimborsi della provincia e stanno zitti, proprio non capisco.

  7. lallero scrive:

    il buon andrea ha parlato per me
    mi sembrava di essere stata chiara
    forse l’italiano non è il mio forte
    non ho voglia di far polemica… ma mi verrebbe di chiedere
    chi controlla chi pastura?
    perche’ come direbbe la russa
    “digiamocelo”
    siete 2 gatti ….
    le voci corrono
    i cacciatori si conoscono
    si vantano…

  8. Michele Braganti scrive:

    il consorzio del chianti classico ha fatto una denuncia di danno collettiva citando le provincie di siena e firenze……tutti i consorziati sono parte lesa e in causa non stara’ piu’ il sigolo produttore ma bensi’ il consorzio….almeno e’ un primo passo….il secondo e’ far ruotare le zone alle squadre dei cinghialai…….basta !!!!che ogni squadra si faccia il riservino per avere animali tutto l’anno…. sulle spalle dei produttori……ogni anno estrazione a sorte delle zone una settimana prima dell’apertura…..vedrai come diminuiscono i cinghiali……il consorzio si sta muovendo su indicazione dei produttori anche in tal senso…
    e’ vero i cacciatori si vantano ma gli si era stretto il culo un paio di anni fa quando era ventilata la volonta’ di estrarre le zone a sorte……..li la forza politica dei cinghialai ha avuto la meglio……..ora forse qualcosa con la denuncia del consorzio si muovera’………io spero che aprano la caccia al cinghiale a tutti ovunque come era prima…..un paio d’anni e ilo numero dei cinghiali torna normale….

  9. Giusto, giusto, questa non me la ricordavo del Consorzio Chianti Classico che ha fatto denuncia collettiva, faccio pubblica ammenda e ne sono più che felice.
    Bene che la caccia e i territori siano regolati da un sorteggio, così la si finisce con i riservini delle squadre e i tanti pasturamenti e rilasci di schifezze per i boschi.
    Se la caccia al cinghiale diventa ad estrazione come la Coppa Uefa sarà questione di tempo che ritorni finalmente una attività normale e collaterale alle aziende e al territorio.
    Avevo prospettato che i cacciatori facessero come una volta, cioè andassero a prendere il posto la notte per cacciare il giorno…… mi ricordo certe liti, guerre e discussioni che è meglio non rispolverare.
    Ben venga l’estrazione dei territori, spero non come nel calcio, con le teste di serie….. ovvero le squadre più numerose nei meglio posti, sennò risiamo da capo un’altra volta.
    La caccia al cinghiale, è bene sapere che per molti è una malattia.

  10. Filippo Cintolesi scrive:

    Lallero, mi sembri calda come una sfera. Se non e’ comparso nei precedenti interventi lo specifico io: la selvaggina e’ proprieta’ dello Stato. Sempre lo Stato riconosce il diritto di cacciare ai cittadini in possesso eccetera. Il che significa: (a) negare al proprietario del fondo il diritto di governo esclusivo del proprio fondo (controllo della fauna incluso) (b) concedere al pubblico (in possesso eccetera) il diritto di entrare e cacciare sul fondo di terzi.
    Ora, se la fauna crea danni al fondo, secondo te a chi compete rimborsare le spese? Eh? Secondo te quanto me ne dovrebbe fregare se di competenza della Provincia o delle associazioni venatorie, a me che il danno lo subisco? E sempre secondo te: quanto pensi che mi starebbe a pensiero risolvere la questione da me solo, se soltanto ne avessi facolta’ (leggi: aspettare al varco l’ungulato di turno e … ungularmelo io ben bene)? Fammi capire: se a fare secco un animale e’ un altro animale tutto bene, mentre se sono io che al fagiano o al cinghiale che mi si pappa l’uva rispondo pappandomi il fagiano o il cinghiale stesso.. allora non va piu’ bene? Non facciamo parte anche noi umani della stessa catena “naturale”?

    Condivido quanto detto da Michele: purtroppo non ci sono alternative a rendere gran parte del territorio un fondo di fatto chiuso.

  11. Smettiamo le zone fisse di caccia e la possibilità di pasturare gli animali e vedrete che la prassi fondo chiuso si sgonfia in tempo di poco.

  12. Filippo Cintolesi scrive:

    La pasturazione avviene. C’e’ poco da “smettere”. O tiri a chi va a pasturare, ipotesi peregrina; oppure ti tieni la pasturazione. Le zone di caccia anche se non sono fisse per decreto, sono semi-fisse per ragioni materiali, concrete, relative alla fauna.
    L’unico sistema per levare di culo tutta questa invasione di fauna, assolutamente innaturale, si chiama LUPO. SOlo che avrebbe vita grama, difficile e breve.

  13. Michele Braganti scrive:

    esatto innaturale in chianti di cinghiali ce ne son sempre stati pochissimi caprioli idem….cervi non se ne parla…..qualche raro daino….lepri qualche fagiano……e…..parecchie testedicazzo!!!!!!

  14. @ Filippo
    se le zone di caccia vengono assegnate alle squadre la settimana prima di iniziare la caccia, c’è poco da pasturare.
    Notoriamente le squadre di cacciatori non vanno d’accordo e non credo si coalizzino per pasturare in zone che poi potrebbero toccare ai rivali.
    La pasturazione si elimina naturalmente estraendo le zone e una volta assegnati i territori con severe sanzioni se qualcuno ci viene beccato.
    Severe sanzioni vorrebbe dire non far andare a caccia il soggetto.
    Se usano gente senza porto d’armi, come spesso avviene, sanzione ipersalata monetaria.

    @ Michele
    concordo sul fatto che di cinghiali e daini ce ne siano sempre stati pochi in passato, un pò di più lepri e fagiani mentre abbondano le teste di cazzo!!!

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