La solitudine dell’onorevole
Autista, segretaria, portaborse, meglio ristoranti di via del Corso in Roma e del collegio elettorale sempre aperti, ufficio nel centro con anticamera piena di questuanti fin sulle scale per un posto in provincia, in regione e sul tram, una parola buona, un posticino fresco o caldo, una scrivania riconoscente in eterno.
Inchini, baciate di mano, adulazione, credersi importanti ed imponenti e poi il silenzio e la solitudine condita dell’indifferenza di chi prima leccava e adesso non saluta neanche per pudore e soprattutto perchè non si conta più niente.
Inizia così la solitudine dell’onorevole che credeva perpetua la riconoscenza della selva di raccomandati e culi sistemati che invece gli si negano perchè ha perso lo scranno e non conta una minchia.
Rien ne va plus, altro giro, altro colore, altro cavallo su cui puntare.
E spuntano le inchieste in cui si accusano Clemente, signora e famiglia di raccomandazioni e sistemazioni di amici e “poveracci” in posti dove gli stipendi sono veri, non gettoni di presenza o coriandoli di carnevale.
L’inutilità di questa inchiesta sta nel fatto che Clemente non raccomanda ma segnala e desta meraviglia tanto clamore di fronte all’ovvietà di un ceppalone che anche all’asilo si destreggiava segnalando i giovani colleghi accanto alla maestra più bellina!!!
Ma che razza di paese siamo se non si permette all’onorevole di segnalare e poi lo si lascia abbandonato nella solitudine di campagna da ingrati approfittatori irriconoscenti?
Proposta di legge: aumentiamo le pensioni onorevoli e alle mogli in base alla quantità di raccomandati che riescono a produrre….. parenti esclusi, sennò è troppo facile.
Volendo fare il ministro dell’ambiente, delle brutture e degli abusi edilizi, Clementino, che bisogna fare?
In quale schieramento ora conviene di più?




