U’ siddiatu
Prima scenda un tramonto ampia zucca lardaia, vi sono motivi per esserlo, di fronte a questa luce un inchino alla commozione.
Prima scenda un tramonto ampia zucca lardaia, vi sono motivi per esserlo, di fronte a questa luce un inchino alla commozione.
Scritto giovedì, 4 febbraio, 2010 alle 0:04 in Fotografie 2010. Puoi seguire questa conversazione con il feed RSS 2.0. Puoi scorrere questa pagina e lasciare un commento, o fare trackback.
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Ma sbaglio o quello è un gozzo appoggiato a un moro (suppongo) a Vertine?
Scritto da ag, il 4 febbraio, 2010 at 09:44
E’ proprio un gozzo sotto un moro, fra le prossime cose da fare c’è anche quella di portare il mare in collina per poterlo utilizzare.
Con un pò di pazienza e tanta forza di volontà………
Scritto da Andrea Pagliantini, il 4 febbraio, 2010 at 10:52
Sempre chicchissimi lassù a Vertine……
Scritto da ag, il 4 febbraio, 2010 at 11:07
Qui le cose facili non le si guarda e non le si prende in considerazione, a breve partirà la fase di recinzione dell’oliveta della Cappella per farci un allevamento di canguri, quindi pensa te che razza di gente gira da queste parti
Scritto da Andrea Pagliantini, il 4 febbraio, 2010 at 11:18
E’ esattissimamente un gozzo, ag. Ed e’ appoggiato proprio sotto un moro. Sotto il moro principale del Salvino, per la precisione.
La sua provenienza (del gozzo, non del moro), nel senso dell’ultimo spruzzo di acqua salsa che ha assaggiato, e’ il golfo di Baratti.
Il suo destino e’ quello di venire minimamente restaurato (ma e’ navigante gia’ cosi’): una ripitturata, forse un paio di corsi di fasciame da riprendere. Chiglia a postissimo, ed e’ la chiglia che detta la nascita e la morte di un naviglio. Ovviamente sogna di tornare prima possibile a solcare i flutti di quel mare etrusco. Per il momento si accontenta di rimirare l’occaso con qualche cresta di poggi in piu’ fra se’ e l’orizzonte marino. Ma ha sempre ben presente qual’e’ il punto cardinale di riferimento, e infatti se ne sta esposto esattamente come se ne stava sui sassi di Baratti, culo a mare.
L’accenno di Andrea a “tanta forza di volonta’” mi fa ricordare che qualcuno, molto recentemente, dopo una breve (ri)presentazione reciproca, mi ha detto riferendosi al Salvino che, senza sapere chi ci abitasse, l’aveva ribattezzato “Fitzcarraldo”. A causa proprio di quella “barca”.
Ecco, ricordando quel capolavoro di Herzog, il suo personaggio principale, il senso del come e perche’ quella barca/nave in Amazzonia/Chianti , devo dire che il parallelo me lo sento incredibilmente calzante. E, anzi, quasi mi commuove. E’ vero: chi sogna puo’ muovere le montagne. O il mare, come Mose’.
Scritto da Filippo Cintolesi, il 4 febbraio, 2010 at 17:20
“Il tramonto del sole romantico” (Baudelaire)
Oh, quanto è bello il sole che sorge allegro e forte
e il suo buondì ci lancia come uno scoppio rosso!
felice che ne può con animo commosso
salutare, gloriosa più d’un sogno, la morte!
Ricordo!… Ho visto tutto, la fonte, il solco, il fiore,
anelar come vivido cuore sotto i suoi sguardi.
Corriamo all’orizzonte, presto, corriamo, è tardi,
che non ci sfugga almeno l’ultimo obliquo ardore!
[...]
Scritto da Liz, il 4 febbraio, 2010 at 18:17