La porta dell’iris bianco

Comunemente conosciuto come giaggiolo, fiore di aprile/maggio dalle cui radici si ricava un essenza pregiata e molto usata in profumeria, emblema della campagna prima che istrici e cinghiali divorassero ogni speranza.

Questo fiore bianco ha radici antiche, ma la porta vera rimane il violaceo: la sua forma più coerente e caratteristica.

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16 risposte a La porta dell’iris bianco

  1. Elisabetta Viti scrive:

    …bello…io ce l’ho azzurro,e “nero”,…tanto è viola scuro, scuro…Se qlkuno ne vuole,offro le piantine….Ne ho visti anche di gialli,…un saluto eli

  2. Liz scrive:

    Iris vuol dire “Arcobaleno”; adoro la sua profumazione delicata. Qualche giorno fa ho letto che una scelta attenta permette di averli fioriti tutto l’arco dell’anno… mica male!

  3. anna maria scrive:

    Sono dei fiori bellissimi tanto che qualche anno fa, non sapendo della golosità dei cinghiali, avevo messo a dimora ben 120 bulbi lungo una scarpata….. ho appena potuto vedere che stavano venendo fuori quando una mattina ho trovato tutto devastato ..non c’era più una piantina!!!
    Per cui devo rinunciare alla bellissima offerta
    Buona giornata a tutti
    Anna Maria

  4. Filippo Cintolesi scrive:

    Ben prima che i cinghiali diventassero un problema, anzi prima ancora che se ne vedesse uno soltanto, cioe’ nei primi anni settanta, altro bestio notturno fece respice finem dei giaggioli piantati intorno casa al salvino: l’istrice che e’ ghiottissima dei rizomi.

  5. Altra bestiaccia che divora i giaggioli, o meglio li tira fuori e li assaggia tutti per scherno più che per fame.
    Negli anni settanta era il dramma degli ortolani l’istrice, che in una notte era capace di assaggiare ogni singolo frutto dell’orto e disintegrare tutto solo per divertimento.
    Fu in quegli anni che la zia Angiola a Vertine ne cosse uno per tutto il paese e si fece una gran festa.

  6. Rana87 scrive:

    …mhm…il Giaggiolo…che bei ricordi !!Grazie di queste meravigliose immagini mi hai riportato indietro sino all’infanzia!

  7. Per evitare che istrici e cinghiali facciano strage degli iris suggerisco di piantare attorno a essi gigli bianchi, i cui rizomi velenosi tengono lontani i simpatici animaloni.
    Me l’hanno insegnato i vicini della Costaccia. Loro son morti, ma i loro insegnamenti no.
    Inoltre i gligli fiorendo un mese dopo, circa, protraggono nell’anno profumi e visioni.

  8. Liz scrive:

    Avete capito, il trucchetto sempre c’è ;-)

  9. “Fior di giaggiolo, fior di giaggiolo, gli angeli belli stanno a mille in cielo, ma bello come sei tu ce n’è uno solo…”

    http://www.youtube.com/watch?v=UA_eLwJ1Tio

  10. Bella l’opera, ma meno male Roberto che hai messo i sottotitoli perchè le parole che cantano non si riesce mai a capirle, un poco come la messa in latino.

  11. Però vuoi mettere la messa in latino?!
    A volte, non capire o solo intuire è meglio. Così ci si mette del proprio e si sente solo quello che si vorrebbe fosse detto…

  12. Io la messa in latino dentro me stesso la doppierei con le voci del conte Mascetti, del Perozzi, del Melandri, del Sassaroli e del Necchi.
    Non per blasfemia sia chiaro, semplicemente per renderla più scoppiettante e con un finale a sorpresa.

  13. Nelle Nuvole scrive:

    Dove abitavo anni fa erano tutti iris viola pallido, tendente al lilla. Salendo dopo la curva per Fonterenza, passando la Costaccia si era accompagnati dalla visione dei terrazzamenti incorniciati da quel colore mai passato di moda. Anticipazione dell’estate.

  14. Poco da fare, istrici e cinghiali avranno fatto incetta.
    Una delle poche oasi di giaggioli rimasti al momento pare sia solo Lamole, in provincia di Firenze.

  15. Nelle Nuvole scrive:

    Vieni da queste parti e poi ne riparliamo.

  16. Mi piacerebbe vederli, ma senza scendere tanto nei dettagli, il lato dolente è proprio lo stare in macchina….

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