C’è una ceppa di ulivo secca si raggiunge a piedi in un luogo un pò appartato (che non rivelerò per la sua incolumità) che funziona perfettamente da spalliera e poggiatesta nel quarto d’ora serve per entrare a far parte del paesaggio permettendo di prendere confidenza alle farfalle bianco-arancioni di posarsi accanto e farsi ritrarre.
La prima a posarsi sui calzoni di quel trono paesaggistico è una Mosca non olearia, quindi uggiosa ma non dannosa e nel vento fresco del silenzio e del sole fitto e temperato, la sosta può durare anche più del quarto d’ora preventivato.
Per chi si sà accontentare la vita è bella.
Andrea Pagliantini
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mi fai una rabbia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! te capisci perchè, vero?
E anche hai immortalato la mosca
Sul quarto d’ora si è già parlato e si sa che non basta… ma come ti si avvicinano tutte queste farfalle non lo so io
…ha una bella “energia”…,che gli animali “sentono”,…
Si Vita, non ho la fortuna di calpestare le lastre cittadine, ma posso trovare la poltrona di legno di ulivo per vedere queste cose quando più mi aggrada.
Più che le farfalle, che sono curiose per natura e quindi è facile averle a distanza ravvicinata mentre volano di fior in fiore per poterle ritrarre, è la mosca ad essere più tenace perchè come suo costume vuole fare bella figura spendendo poco.
Neanche fosse un centurione romano da ritrarre davanti al Colosseo e neanche fosse un insetto pregiato, che di norma sorvola su oggetti freschi e fumanti……
Comunque passare un quarto d’ora in questo silenzio di niente fa un gran bene alla mente e al fisico.
Questo post è la migliore risposta, che mi tengo per me, a un confronto che sto tenendo con chi mi vuol proporre quanto segue come conquista della modernità:
http://www.youtube.com/watch?v=wrQL0V2F8r8
La sosta supera il quarto d’ora preventivato? Ci credo!!! Io ci resterei fino all’ultimo raggio di sole!
Dario, ho visto il video e non so’ davvero che dire in proposito.
In quel modo si è ridotti solo a consumatori privi di immaginazione e fantasia, non al rango di esseri umani con sentimenti, incazzature, pregi e difetti di ognuno di noi.
Così andando i morti non saranno più portati al cimitero ma al termovalorizzatore per non disperdere tempi ed energie.
Gian Marco, ti capisco, ma nell’arco di una giornata, anche solo un quarto d’ora in quel silenzio colorato è un vero ricostituente…………. persino per chi ha davanti i propri occhi o sotto la suola delle proprie scarpe scenari del genere ogni giorno…
Io credo che ci sia in te un qualcosa di eccezionale che ti permette di dialogare con le farfalle e goderne la compagnia senza farle andar via ed in quanto al quarto d’ora mi vengono in mente le parole di Ungaretti” m’illumino d’immenso” Angelica
Semplice colpo d’occhio e conoscenza di luoghi e abitudini Angelica, non è altro che questo, non si tratta di chiacchierare con le farfalle, solo conoscere i luoghi che preferiscono.
…xkè c’è qlkuno che ci chiacchiera con le farfalle?!…un’anima poetica fra noi,comuni mortali…Cmque non credo che sia solo questione di conoscere i posti giusti,dove sono le farfalle….xkè se non gradiscono la tua presenza se ne vanno…o non le trovi proprio!…dipende se uno è in sintonia con la natura..E tu lo sei,mi sembra….Buon sole a tutti Elisabetta