Spollonante chimico

“Camminavo lungo la stada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue.
Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e linee di fuoco.
I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura”.
Edvard Munch.

Questa voce è stata pubblicata in fotografie 2012, svinato. Contrassegna il permalink.

9 risposte a Spollonante chimico

  1. an scrive:

    E il vino esce da quella vigna?

  2. Infatti, al peggio non c’è limite.

  3. Elisabetta Viti scrive:

    ….Andrea, con il quadro di Munch ,hai reso bene l’orrore e lo scempio compiuto in quella vigna….Ma possibile che non ci sia un modo di rendere più responsabili tali “coltivatori”? Far prendere coscienza loro del danno che fanno e procurano anche all’ambiente?…Tu li conosci,immagino…Speriamo che qlke chicco d’uva faccia il suo dovere…e li strozzi!….Un saluto

  4. Cara Elisabetta, “far prendere coscienza” è un concetto troppo sofisticato per il paese in cui vivi(amo). Ieri sera il nostro presidente della repubblica si è (giustamente) entusiasmato assistendo alla partita Spagna-Italia; poi è andato negli spogliatoi e, dimentico di qualche problemuccio corrente (ma non sottilizziamo troppo) del nostro povero paese, ha speso parole per inneggiare all’italico spirito, abbracciando (incautamente e imprudentemente) un tal calciatore inquisito per essere coinvolto nel ‘calcio-scommesseì’.
    Tu vivi in un paese così, con uomini altrimenti molto carismatici che, per un pallone , perdono di vista lo smottamento generale, l’annichilimento di fronte alla tirannide della finanza sporca, la corruzione dilagante, le collusioni e le connivenze ormai disseminate nello spazio-tempo …, e pretendi che un tale – chiunque egli sia – “prenda coscienza” dello scempio ambientale, o anche solo nel proprio vigneto?!
    Mi associo al tuo auspicio: che un chicco vendicativo strozzi quel tale, ma agli altri che cosa auguriamo?

  5. Michele Braganti scrive:

    …adesso pero’ faccio l’avvocato del diavolo…..quasi tutti i piu- grandi imbottigliatori del chianti…..oltre che comprare il vino…hanno vigne di proprieta’….ebbene i vari,coli,cecchi,piccini,antinori,ruffino,castelli del grevepesa,chianti geografico……ecc….ecc….fanno ricorso a questo tipo di intervento e a tanti altri…perche’ i trattamenti sistemici…sono all’ordine del giorno……e purtroppo di santa cristina piuttosto che di galestro capsula viola come di tanti altri vini prodotti da queste aziende se ne vendono tanti….e si vedono ovunque…qualcuno li comprera’….credo…..??..
    p.s.
    ora sta’ a vedere nessuno li compra….

  6. Liz scrive:

    Ci vorrebbe una infinità di chicchi….. Un panorama semplicemente desolante. Bravo Andrea, scelta azzeccata quella dell’urlo… un grido sordo di angoscia e dolore.

  7. Elisabetta Viti scrive:

    Si,Silvana..sono un’ingenua…Se potessi parlare al Presidente,glielo direi ,che il suo,non è stato un bel fare,anche considerando che ci rappresenta e che davvero poco viene fatto x punire chi “sporca”…Semplicemente.Ma il mio “dirimpettaio” lo posso “arrivare”,se vuoi anche “agguantare”,vedere. e posso parlarci. E andrei di persona a ragionar con lui. E/O farei un’auto regolamentazione fra coltivatori x INIZIARE davvero a lavorare bene.Ci proverei,Silvana ,a costo di passare da stupida…Certe volte si agisce male xkè si è soli e si sceglie le vie piu’ facili… Ma se c’è una comunità viva e presente,che vigila senza arroganza,o prepotenza,penso che può essere possibile indirizzare chi sbaglia a cambiare…Aiutarlo…Agli altri in questione auguro che abbiano ciò che si meritano!…

  8. Non vi sono limitazioni di legge all’uso di queste sostanze che seccano la vegetazione sui tronchi e al piede delle viti, ma che almeno vengano dichiarate le operazioni che fanno al vigneto…… dov’è il problema?

  9. Elisabetta Viti scrive:

    Sono la persona meno adatta x parlare,ma credo fermamente che l’unica cosa che ci può salvare è fare bene e con coscienza il nostro lavoro,pur umile che sia,rispettando noi stessi e gli altri.Oggi ho visto una cosa bellissima in tv,accaduta nelle zone terremotate: venivano distribuite GRATIS,fuori dai normali circuiti della Protezione Civile ,vettovaglie e tanto altro offerte da comuni cittadini,e raccolte in due semplici tende…Non c’era il solito “piglia-piglia” …ma la gente chiedeva SOLO quello che veramente gli necessitava….nel rispetto dell’altro.E un’extracomunitario voleva pagare,incredulo,la roba avuta…ma gli è stato detto che non importava,che doveva spendere i suoi pochi soldi x i figli,e che era roba donata da altra gente anche x lui…Mi auguro che la crisi ci dia un bello “scozzolone” x reagire e x ri-iniziare a fare bene le cose,senza x forza avere un tornaconto personale. Qlkosa,qua e là ,sta germogliando,timidamente…

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>