La Berardenga

Rare le piante sotto le quali trovare una cantonata di meriggio, ma si tratta di una campagna fertile e ondulata che preannuncia le crete senesi sopra la quale poggiano ampi campi di cereali dove risaltano il verde delle vigne e l’argento degli ulivi, le pecore a frugare e i cavalli a correre gare di resistenza con i tafani,  qualche raro cipresso a segnare i colli, i confini o gli incroci da avvistare.
Grano, vino, olio, cacio, latte e pane, scorci e bellezza nella madia della Berardenga.

Questa voce è stata pubblicata in Arte e curtura, cose buone dal mondo, fotografie 2012. Contrassegna il permalink.

15 risposte a La Berardenga

  1. Liz scrive:

    Paesaggi infiniti dove lo sguardo si perde in lontananza.

  2. Paesaggi ondulati con la Torre del Mangia, del duomo e della sagoma distesa di Siena sullo sfondo.

  3. Dario scrive:

    Per me son radici

  4. Rossano scrive:

    Concordo… a me questi paesaggi aridi e allo stesso tempo fertili mi fanno impazzire!

  5. Non se ne può più di questi NOIOSI cipressi, NOIOSE colline, NOIOSA campagna ondulata. Uffa! Vogliamo almeno qualche distributore di benzina e di gas, qualche centrale a biogas, con i suoi bei cupoloni, le sue piscine di liquido puzzolente (ma ecologico), con il viavai di bei camion grandi e grossi che rompano finalmente la monotonia di ‘sto paesaggio toscano che fa a cazzotti con il resto d’Italia, dove siamo sicuri di trovare, praticamente sempre, qualche bel capannone, vicino a qualche bella villetta con i nanetti e il giardinetto (con il salice piangente che rompe anch’esso la monotonia dei soliti cipressini), con il bel distributorone di carburanti vicino a qualche basilica storica o qualche antico teatro (tutto più pratico: uno visita il monumento storico e poi non perde tempo a far chilometri per rifornirsi). Insomma ‘sto paesaggio a che serve? Mica si mangia, e nemmeno si può mettere nel motore. Uffa.

  6. E poi, ‘sto podere, che barba! Mica siam (più) contadini ehhh!?
    Manco una fabbrichetta, come si fa? (Almeno un aeroporto?)

  7. Dario scrive:

    @silvana
    ma sai che il distributore di benzina Api che c’era sopra Poggio al Vento, di fronte alle Pansarine e a Costaberci, praticamente dove si combattè la battaglia di Montaperti, era una splendida installazione artistica e nella creta stonava punto?
    Aveva solo una pompa e nemmeno un gabbiotto.
    Quando lo tolsero ci sformarono in parecchi.
    Adesso a due metri ci hanno fatto un hotel all’americana con piscina che ci sta come una fetta di rigatino vieto sul pane sollo.

  8. Sono convinta dal distributore API – basta la parola a convincermi -. Sul fatto che risultasse in armonia con il paesaggio, la spiega c’è. Una volta (ah! Unavolta!) i ‘segnali’ che si usavano erano perlopiù nostrani; nascevano da menti e mani perfettamente in armonia con i luoghi italici, erano più timidi, erano MENO, erano più radi, invadevano meno. Ora i segnali e i loro stili sono molto più conformisti: nascono da library on line, molto convenzionalizzate e banalizzate. Il tutto ha anche a che fare con le mitizzate ‘scuole di comunicazione’ (cioè di disoccupazione) che anziché insegnare a entrare in relazione con luoghi e progetti (e a farlo in modo colto e italico, cioè legato ai luoghi) hanno danneggiato per un paio di decenni i loro discenti, prescindendo da qualsiasi criterio…eccetera.
    Però: cos’è il “pane sollo”? Potrei non dormirci stanotte. Qualcuno risponda, please.
    A proposito di distributori, invece, andare a vedere quello in allestimento, alle porte di “Uno dei Borghi Più Belli d’Italia” alias Buonconvento, a mio parere è un esempio da manuale della distrazione che c’è rispetto alle poetiche paesaggistiche (e alle politiche pro-turismo).

  9. Elisabetta Viti scrive:

    @ Silvana: credo s’intenda di pane gommoso,stantìo, che mandi giu’ male tanto è “zollo”o “sollo”…un saluto

  10. Liz scrive:

    Un hotel all’americana…. Dario, cosa si può chiedere di più! è una meraviglia :-)

  11. Una rotonda in tanto niente a vivacizzare con un cipressino dentro a far Toscana ci potrebbe pur essere messa.
    Ma l’albergo che dite a due passi da Montaperti quale è???

  12. Penso che Dario, si riferisca al mega albergo che dalla strada interna di Casetta, arriva a Arbia e Taverne…

  13. Mi consola non aver visto questo ennesimo troiaio paesaggistico.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>