Rare le piante sotto le quali trovare una cantonata di meriggio, ma si tratta di una campagna fertile e ondulata che preannuncia le crete senesi sopra la quale poggiano ampi campi di cereali dove risaltano il verde delle vigne e l’argento degli ulivi, le pecore a frugare e i cavalli a correre gare di resistenza con i tafani, qualche raro cipresso a segnare i colli, i confini o gli incroci da avvistare.
Grano, vino, olio, cacio, latte e pane, scorci e bellezza nella madia della Berardenga.
Andrea Pagliantini
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Paesaggi infiniti dove lo sguardo si perde in lontananza.
Paesaggi ondulati con la Torre del Mangia, del duomo e della sagoma distesa di Siena sullo sfondo.
Per me son radici
Concordo… a me questi paesaggi aridi e allo stesso tempo fertili mi fanno impazzire!
Non se ne può più di questi NOIOSI cipressi, NOIOSE colline, NOIOSA campagna ondulata. Uffa! Vogliamo almeno qualche distributore di benzina e di gas, qualche centrale a biogas, con i suoi bei cupoloni, le sue piscine di liquido puzzolente (ma ecologico), con il viavai di bei camion grandi e grossi che rompano finalmente la monotonia di ‘sto paesaggio toscano che fa a cazzotti con il resto d’Italia, dove siamo sicuri di trovare, praticamente sempre, qualche bel capannone, vicino a qualche bella villetta con i nanetti e il giardinetto (con il salice piangente che rompe anch’esso la monotonia dei soliti cipressini), con il bel distributorone di carburanti vicino a qualche basilica storica o qualche antico teatro (tutto più pratico: uno visita il monumento storico e poi non perde tempo a far chilometri per rifornirsi). Insomma ‘sto paesaggio a che serve? Mica si mangia, e nemmeno si può mettere nel motore. Uffa.
E poi, ‘sto podere, che barba! Mica siam (più) contadini ehhh!?
Manco una fabbrichetta, come si fa? (Almeno un aeroporto?)
@silvana
ma sai che il distributore di benzina Api che c’era sopra Poggio al Vento, di fronte alle Pansarine e a Costaberci, praticamente dove si combattè la battaglia di Montaperti, era una splendida installazione artistica e nella creta stonava punto?
Aveva solo una pompa e nemmeno un gabbiotto.
Quando lo tolsero ci sformarono in parecchi.
Adesso a due metri ci hanno fatto un hotel all’americana con piscina che ci sta come una fetta di rigatino vieto sul pane sollo.
Sono convinta dal distributore API – basta la parola a convincermi -. Sul fatto che risultasse in armonia con il paesaggio, la spiega c’è. Una volta (ah! Unavolta!) i ‘segnali’ che si usavano erano perlopiù nostrani; nascevano da menti e mani perfettamente in armonia con i luoghi italici, erano più timidi, erano MENO, erano più radi, invadevano meno. Ora i segnali e i loro stili sono molto più conformisti: nascono da library on line, molto convenzionalizzate e banalizzate. Il tutto ha anche a che fare con le mitizzate ‘scuole di comunicazione’ (cioè di disoccupazione) che anziché insegnare a entrare in relazione con luoghi e progetti (e a farlo in modo colto e italico, cioè legato ai luoghi) hanno danneggiato per un paio di decenni i loro discenti, prescindendo da qualsiasi criterio…eccetera.
Però: cos’è il “pane sollo”? Potrei non dormirci stanotte. Qualcuno risponda, please.
A proposito di distributori, invece, andare a vedere quello in allestimento, alle porte di “Uno dei Borghi Più Belli d’Italia” alias Buonconvento, a mio parere è un esempio da manuale della distrazione che c’è rispetto alle poetiche paesaggistiche (e alle politiche pro-turismo).
@ Silvana: credo s’intenda di pane gommoso,stantìo, che mandi giu’ male tanto è “zollo”o “sollo”…un saluto
L’etimo di sollo
http://www.etimo.it/?term=sollo&find=Cerca
Un hotel all’americana…. Dario, cosa si può chiedere di più! è una meraviglia
Grazie Dario@!
Una rotonda in tanto niente a vivacizzare con un cipressino dentro a far Toscana ci potrebbe pur essere messa.
Ma l’albergo che dite a due passi da Montaperti quale è???
Penso che Dario, si riferisca al mega albergo che dalla strada interna di Casetta, arriva a Arbia e Taverne…
Mi consola non aver visto questo ennesimo troiaio paesaggistico.