Intervista a Gianfranco Soldera

Ne hanno parlato  giornali e cinegiornali nazionali oltre una miriade di blog vinari nostrali e internazionali del vandalismo subito da Case Basse, una delle aziende più prestigiose che producono Brunello, i cui contenitori  di vino sfuso delle annate che vanno dal 2007 al 2012 sono stati aperti, mandando per le fogne 626 hl che si traducono in anni di lavoro e di fatica,
Un gesto vigliacco, un’intimidazione che non può passare sotto silenzio.
Di seguito un’intervista che Gianfranco Soldera ha rilasciato al Cittadino on line il 4 dicembre.

“È stato lei a scoprire per primo l’accaduto?

“No, è stato mio genero. Prima delle 8, come ogni mattina, andavo a programmare i lavori, e mi hanno comunicato il fatto. Non volevo crederci”.

Lei ha parlato di “atto mafioso”…

“Non è corretto, io ho parlato di un atto gravissimo. Non hanno rubato neanche una bottiglia, dunque non è un furto, ma un’intimidazione: una cosa che ricorda la nascita della criminalità organizzata, che inizia sempre con l’intimidazione e la paura. Ma hanno sbagliato uomo, io non ho paura”.

Eravate assicurati per un tale sinistro?

“Sì lo eravamo. Ma ovviamente il fatto colpisce tutto il territorio, ed apre una grande ferita”.

In quale direzione vanno le indagini?

“Questo non lo so. Ieri i Carabinieri sono immediatamente intervenuti. Abbiamo parlato della cosa più volte, fino alle 22.30 di sera. Sono poi tornati questa mattina. Mi hanno però assicurato che le indagini sono a 360 gradi”.

Ha avuto messaggi di vicinanza per l’accaduto?

“È un continuo di e-mail e telefonate da tutto il mondo. Ho avuto messaggi dalla Russia, dall’America, dal Giappone e dalla Germania. Tutti hanno manifestato, a qualsiasi livello, vicinanza”.

Anche il Consorzio del Brunello?

“Certo, Fabrizio (Fabrizio Bindocci, l’attuale Presidente del Consorzio) mi ha chiamato subito, appena tornato da New York, dove aveva appreso il fatto”.

Il motivo del gesto vandalico può essere legato al pensiero ed alle politiche che lei ha portato avanti sul tema enologico e non?

“Io sono sempre stato dalla parte della legalità e del Sangiovese 100%. Tanti altri no, ma questo non vuol dire che ci sia un collegamento. Se emergesse questo dalle indagini, sarebbe una “bomba” per tutto il territorio”.

Cosa farà adesso la famiglia Soldera?

“Non abbiamo avuto un attimo di esitazione. Immediatamente continuiamo la nostra attività ed andiamo avanti, faremo di nuovo grandi Brunello, bisognerà solo avere un po’ di pazienza”.

Poi, rivolgendosi alla giovane nipote di Giulio Gambelli – personaggio dell’enologia Toscana e Mondiale recentemente scomparso – accorsa a far sentire la sua vicinanza, Soldera aggiunge: “non abbiamo paura, e questo è un insegnamento anche di tuo nonno, ricordati: non bisogna mai aver paura, e dire sempre quello che si pensa”.”

Max Brod

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11 risposte a Intervista a Gianfranco Soldera

  1. Che Soldera sia tutto d’un pezzo lo so bene, lo sappiamo tutti. Forse non tutti si rendono conto di quanto la sua presenza dia prestigio a questa terra magnifica !

  2. Dario scrive:

    Sono sinceramente ammirato dalla mentalità di quest’uomo.

  3. angelica scrive:

    Signor Soldera, la gente come lei sono la spina dorsale del nostro paese ed i sei anni che occorrono alle sue botti per riempirsi del buon vino delle sue vigne spero che siano anni di riflessione e vergogna per chi ha fatto un tal danno e per chi ha voluto che un tal danno le venisse fatto. Angelica Rago

  4. Rossano scrive:

    non ho parole… veramente… ma credo che questo gesto abbia diversi nomi e cognomi presumibilmente facili da reperire… la gente che “aciacca i piedi” a qualcun altro non è mai ben vista… sopratutto se lo fa con ragione e convinzione… chissà se qualcosa verrà fuori veramente… ne sarei commosso…

  5. Alessandra scrive:

    ”chi ha voluto danneggiare Soldera, cosi’ lo fara’ diventare un mito. Mi ha chiamato un amico ristoratore da New York, raccontandomi che c’e’ chi gli ha proposto di acquistare tutto lo stock di Brunello di Montalcino Soldera fino a 1.300 dollari a bottiglia” (La Nazione)

    E ora aspettiamo il solito cretino che dica che Soldera l’ha fatto apposta..

  6. Rossano scrive:

    “E ora aspettiamo il solito cretino che dica che Soldera l’ha fatto apposta..”

    Già arrivato!

  7. Perchè, che ne avevi dubbi Rossano che si arrivasse a questo?
    Da una parte gli smerigliatori a dire che il nome di Montalcino nel mondo non poteva essere offuscato da dicerie per non turbare l’ordine costituito del portafogli, dall’altro qualche bischero sciolto.
    E’ prassi.

  8. Rossano scrive:

    Noooooooo Andrea! Non avevo nessun dubbio!!!

  9. Panorama intanto parla di vendetta di un ex dipendente su cui la magistratura ha puntato le indagini

    http://news.panorama.it/cronaca/Case-Basse-l-attentato-Una-vendetta

  10. Nel frattempo, pare proprio che abbiano individuato il colpevole di tanto sfacelo (parlando di vino).
    Confesso: ho provato pena per lui – per un attimo – pensando (questa volta) al danno economico e all’assicurazione che gliela farà pagare carissima, vita natural durante.
    Poi si potrà dire (e non posso che condividere) che poteva NON fare ciò che ha fatto, ma questa è un’altra storia.
    Oggi – infine – ho leggiucchiato sulla Nazione i comme nti di Soldera, la sua fiducia (che condivido) nella magistratura e infine un commento del sindaco di Montalcino, che non condivido, se non per ciò che riguarda la sua preoccupazione del repentaglio corso da Montalcino, a causa del clamoroso reato.
    Sono, infatti, tra coloro che lo hanno definito un gesto “mafioso” e il sindaco spende parole per rimarcare come la Mafia non c’entri e che il solo menzionarla sia avvenuto per nuocere a Montalcino.
    Non spendo parole per altri, ma per ciò che mi riguarda, quella usata con la cantina di Soldera è una modalità ‘mafiosa’, e fa niente che la “Mafia” con la “M” maiuscola non c’entra – e meno male! – è la matrice culturale a cui ho fatto, e faccio, riferimento.
    Montalcino non c’entra: può essere stato un lombardo o uno svedese – o uno nativo di Montalcino -, sta di fatto però che la rabbia espressa in quel modo, subdolo e dispregiativo è la manifestazione di una mentalità orribile, che strisciando ha mutato (sta mutando) il nostro paese (l’Italia: specifico, prima che qualcuno pensi che io intenda Montalcino).
    Aggiungo che nessuno – sano di mente – può pensare di nuocere, chiacchierando o scrivendo a vanvera, a un luogo in cui si produce un vino raro, legato inscindibilmente alla capacità (da parte della terra e di chi la coltiva) di esaltare un vitigno difficile e insondabile, quale il Sangiovese grosso; meno che mai chi ama quel vino e ha interessi produttivi (indiretti).
    E aggiungo, per concludere: ma se sei inferocito con il tuo datore di lavoro, hai tutta una gamma di rivalse – corrette, legali, o persino illecite – che vanno dalla contestazione tramite ufficio del lavoro, al cazzotto sul naso. Invece dello scempio con allegato messaggio non detto, tipico del gesto da mafioso.
    Scusa la lunghezza, ma ho scelto il tuo blog per chiarire.

  11. Pingback: Soldera esce dal Consorzio del Brunello? | Andrea Pagliantini

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