Lecce – Siena: due sistemi diversi per la raccolta dei rifiuti

Difficile non pensare al ciclo di affreschi dell’ “Allegoria del Buongoverno” di Ambrogio Lorenzetti conservato nel Palazzo Pubblico di Siena quando in un qualunque giorno, fino a tarda ora,  colorati sacchi di spazzatura fanno da bordura al passaggio dei numerosi turisti che affollano le vie del centro, che, con commenti spesso sprezzanti indicano i cumuli sulle vie e non sono un bel biglietto da visita per la città.

Nel Salento, a Lecce, splendida città barocca (90.000 abitanti) finemente ristrutturata grazie al benefico ottenimento di fondi comunitari che le stanno ridonando prestigio e luce, il discorso dei rifiuti urbani, non è esteticamente impattante come a Siena, infatti si trovano per le vie piccoli contenitori di plastica con colori diversi che ogni locale, esercizio, famiglia, lascia fuori della porta o in zone definite per essere ritirato da furgoncini elettrici.

Questi contenitori permettono di fare un’eccellente raccolta differenziata e rappresentano un modo intelligente di gestione, omettendo lo spettacoli di sacchi, scatoloni ecc. nelle vie cittadine come succede a Siena.
Per amore della bellezza che si è avuto la fortuna di trovare, per il buon nome della città trasportato nel mondo dai tanti turisti che la frequentano, il sistema Lecce, potrebbe essere una forma decorosa di smaltimento dei rifiuti da studiare e magari mettere in atto.

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3 risposte a Lecce – Siena: due sistemi diversi per la raccolta dei rifiuti

  1. Monica scrive:

    Purtroppo sono anni che la situazione è così e non si è mai fatto niente per cambiarla…. e non tanto pe ri turisti quanto per i senesi che oramai si sono abituati a tutto e non fanno più caso.

  2. midolla scrive:

    Basterebbe poco per risolvere il problema, ma per la solita miopia lasceranno tutto come sta perchè tanto ai senesi va bene così.

  3. Ric scrive:

    Concordo, ma la differenziata sembra non rientrare nelle intenzioni locali, non solo di Siena ma di tutto l’ATO Sud: l’inceneritore di Poggibonsi ha necessità di lavorare (bruciare) rifiuti. Attualmente lavora solo un gruppo su tre…. e l’investimento iniziale non viene coperto dai ritorni. Infatti per questo nei mesi estivi hanno importato rifiuti sia dalla Calabria che dalla Liguria. Da sottolineare che l’inceneritore è ormai affiancato da fabbriche e locali commerciali e dista un chilometro dal centro di Poggibonsi; anche Colle e San Gimignano sono a circa 6-7 km di distanza: tutti ben raggiungibili dai temuti e pericolosi pulviscoli chiamati PM10 o PM5.

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