Titolo pomposo per parlare di un gesto semplice e allo stesso tempo importante.
L’edera, o lellera, che dir si voglia quando si arrampica sugli alberi diviene il peggior infestante e parassita esistente, sottraendo linfa alla pianta che avvolge destinandola a morte certa.
Il piccolo boschetto accanto agli olivi della Cappella d’estate è uno dei luoghi più freschi e piacevoli al mondo con un sassone per sedia o direttamente in terra, all’ombra, al venticello che soffia sempre, non a caso è uno dei luoghi preferiti da Alessandra e non solo.
Per fare male all’edera e renderla impotente, bastano un seghetto e un paio di forbici, tagliare un tratto fra le radici e la chioma che si alza, avere pazienza e aspettare il verde infestante che diventa marrone fino in cima.
Operazione semplice per la salvaguardia di piante, verde, paesaggio, ombra, tutto molto poco consona ai tempi.
Adesso si aspetterebbe la morte della quercia per avere la scusa di tagliarla e fare legna………….. un giorno racconterò la storia di un pesco.
Scritto da Andrea Pagliantini alle 0:05, in Fotografie 2010, campino e olio, luoghi
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