











L’idea è geniale: piazzare sul pianale di un camion i migliori macchinari per imbottigliare il vino e muoversi ad ampio raggio per soddisfare le esigenze di piccoli, ma anche grandi produttori.
Si parte dalla bottiglia vuota per arrivare all’etichetta e al cartone chiuso, ma andiamo con ordine.
Quando il camion arriva devono essere pronti il vino, i materiali (bottiglie, tappi, capsule, etichette, fascette della docg, cartoni, pancali, , muletto) il personale (servono dieci persone) e spazio in cantina.
A monte dell’operazione c’è un lavoro di organizzazione e di incastro di tutte queste situazioni che deve essere svolto con precisione assoluta, altrimenti il lavoro di vigna, di cantina, di tempo, sarebbe vanificato in poche ore.
Si parte con il vino, ognuno secondo i suoi gusti ed esigenze lo tratta come crede, si fa la richiesta di campionamento al Consorzio del Chianti Classico, arriva un funzionario a prelevare campioni e va in commissione d’assaggio e in laboratorio, se passa l’esame, dopo qualche giorno si possono andare a ritirare i marchi della docg (che vanno tagliati a 10 centimetri).
Nel frattempo ordini e contatti con i fornitori dei materiali e consegna in azienda. Bottiglie e quanto serve per vestirle e contenerle, contatti con le persone per l’imbottigliamento ecc.
Il giorno dell’evento, l’azienda oltre ad avere tutto questo orologio dal meccanismo perfetto, deve solo distendere una tubazione che dalla vasca porta alla pompa e al filtro sul camion, può essere a pannelli, microfiltrazione o intero (come ama dire certo soggetto fava di mia conoscenza).
Da lì il percorso è semplice, riempitrice, tappatrice, capsulatrice, etichettatrice, scatola, pancale, magazzino, vendita.
Scritto da Andrea Pagliantini alle 0:04, in curiosità, fare vino, fotografie 2009
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