Andrea Pagliantini

il blog del Campino del Paiolo e Azzurro Mare

Archivio della Categoria 'degustazioni'

23 febbraio 2010

Benvenuto Brunello 2010

Annata scorbutica il 2005 ma almeno con i colori passionali rubini del Sangiovese penetrabile nel bicchiere.

Pochi giri di parole sui vini che hanno colpito.

Le Chiuse di Sotto  con Brunello e una Riserva 2004 strofinata di velluto, il Colle minerale, aranciato in odore e prezioso, il sempre ottimo Caparzo, Lisini, Innocenti, non male il 2005 di Banfi…

Poi nella piacevole Enoteca Osticcio erano in degustazione altri vini con il notevole Fonterenza delle sorelle Padovani.

E  un vino biodinamico ossidatissimo odor vinsanto  che non mi è piaciuto per niente ma di cui non ricordo il nome.

Importante  dire  senza fare il vescovo doroteo, che vista la mole di aziende e vini presenti il mio è un punto di vista parecchio parziale sulla realtà e sul valore delle forze in campo dato che più di dieci quindici vini proprio non riesco ad assaggiarli senza  sentirli tutti uguali ed in più non sono certo Veronelli.

Per informazioni complete su Benvenuto Brunello meglio se andate sui blog di Franco Ziliani Roberto Giuliani e Intravino.

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19 febbraio 2010

Anteprima Chianti Classico 2010

Ben venga la crisi che limita il circo di nani e ballerine e riporta con i piedi per terra cervelli e soprattutto  colori e sapori  nei bicchieri………….. ma tutto il colore nero di una volta dove sarà andato a finire?

Mi piace molto il vino dei tempi della crisi, mi piace vedere smessi gli abiti scuri e le trine di pizzo, bello lo spazio dedicato alla degustazione dell’olio con su tutti il magnifico Cacchiano.

Bibbiano, Monteraponi, Caparsa.

E poi San Giusto a Rentennano, Cacchiano (presente con le annate 2005 e 2006) Borgo Scopeto, Badia a Coltibuono, Ormanni, I Fabbri,  Lamole, Casa Sola, Rocca di Montegrossi, San Felice.

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17 febbraio 2010

Anteprima Vernaccia di San Gimignano 2010

Si entra dentro il Museo De Grada che ospita l’anteprima della Vernaccia e le prime zaffate non sono di vino ma di profumi utilizzati a bocce intere sui corpi partecipanti.

Andare ad assaggiare vino con addosso un frutteto di giaggioli e noce moscata si dovrebbe evitare………….. anche per  non sentire antani di spezie disperse nel bicchiere.

Avendo assaggiato  una parte di vini presenti, non  addentro a parlare delle singole aziende degustate per  rispetto verso chi non ho assaggiato, aziende che sicuramente avevano   ottimi vini in esposizione e per non spargere ulteriore incenso in sentori per far finta di sembrare ne capisco qualcosa.

Quanto entrato in  calice a San Gimignano insieme ai volti schietti di chi produce Vernaccia, sono connubio di aria  sana e respirabile.

Persone che ammettono le difficoltà del momento, ma che sono qui in un luogo intimo e adatto per assaggiare e fare due chiacchiere con chi passa senza una profilassi di antani che accompagna l’entrata del vino  con spiegazioni e virtuosismi marchettari di aggettivi che allappano palle e mente……. si dice quel che è fatto e come in grande e semplice serenità.

Ottimi vini e bell’aria di San Gimignano.

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13 febbraio 2010

Chianti Classico Monteraponi 2007

Sangiovese e Canaiolo di Radda da uva sana fermentata in cemento e sosta in botte.

Uno fra i migliori Chianti Classico in circolazione.

Monteraponi

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1 febbraio 2010

Chianti Colli Senesi La Castellaccia 2007

Sotto la dizione Chianti, si trovano  vinacci imbevibili e delle autentiche perle da preservare e coccolare.

Alla Castellaccia, un’ottima Vernaccia 100% e un  rosato Ciriole, sono i compagni di strada di un Chianti che perla ancora non è, ma ha  l’aria di poterlo diventare grazie a viti che il tempo (non molto) renderà  preziose.

Sangiovese e Canaiolo, il colore è il suo, gli umori  di un paniere  di frutti rossi con una drusciata di scorza candita,  acidità totale che non lievita negli spigoli ruvidi di altri poggi, ma non è ruffiana.

Parecchio bono e sarà sempre meglio.

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21 gennaio 2010

Spuma bionda

O nelle versioni all’arancio, al cedro, Vinsanto del nonnino.

Annate strepitose e introvabili quelle nelle bottiglie di vetro vuoto a rendere.

Nel Granducato, dopo il  Chianti prodotto nel territorio storico, la bevanda più bevuta nell’arco dell’intera giornata.

Gli amanti, i passionisti, i romantici la bevono a colazione in abbinamento alla briochina  del paccone famiglia, nei bar che si rispettano non manca mai, benzina proletaria del popolo toscano.

Dissetante, rinfrescante, digerente, rinvigorente, la si può degustare in qualsiasi bicchiere,ma per esaltarne il bouquet è preferibile il calice a tulipano, gli intenditori e i degustatori la preferiscono nella forma Miscela.

Birra e spuma 50 e 50.

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14 gennaio 2010

I.G.T Sicilia Placido Rizzotto 2008 Cantina Centopassi

Dai terreni confiscati alla mafia, Nero d’ Avola con Merlot e Sirà da agricoltura biologica.

Fragranza aromatica di fichi asciugati nei forni  piacevole pur senza essere piacione, quindi non noioso, nello sfondo di una impronta netta di legalità.

Cantina Centopassi.

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7 gennaio 2010

Chianti Classico Podere Campacci 2007

Brillante rosso rubino delle origini, campo di fiori, fatto per bere e ribere con piacere.

Otto ettari a ridosso del borgo di San Gusmè con Sangiovese e Canaiolo per il rosso, Trebbiano e Malvasia per bianco e soprattutto Vin Santo, vigneti piantati negli anni ‘60 in una magnifica esposizione e posizione.

Vinificazione nel cemento, sfecciatura nell’acciaio, invecchiamento in grandi botti senza tempo da 34, 58  e tino coperto da 80 hl senza nessuna barrique in cantina.

Non c’è merlot, non c’è cabernet, niente petit verdot e pinot a puà, niente barrique………….. eresia da scomunica?

Il Consorzio Chianti Classico predica la tradizione, la qualità………….   in vitigni che  chianteggiano.

Podere Campacci.

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29 dicembre 2009

Chianti Classico San Giusto a Rentennano 2007

Un’ottima interpretazione del Sangiovese.

Agrume candito, uva matura, morbido di riposo in tonneaux.

Manca di nervosismo e ruvidezza, ma sono i terreni ben messi e piuttosto sciolti che scivolano verso il confine sud della denominazione Chianti Classico a donare più grazia.

Il nervosismo c’è, ma in  chi vorrebbe fare un vino come questo e non ha nè posizione nè la capacità di capire che ogni gobba ha il suo clima, ogni collina, la sua storia, ogni vigna un universo di individui (le viti) da conciliare con gli uomini e l’universo ambientale in cui si è inseriti

A San Giusto a Rentennano ci riescono.

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22 novembre 2009

Banfi, Novello Santa Costanza 2009

Sangiovese in eccesso, fresco, fiorellini di campo.

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