Piantata all’inizio degli anni ‘70, esposizione levante, circondata da bosco, a rittochino in terreno ricco di scheletro e con terra fatta scivolare in basso dalle pioggie, ampelograficamente con uvaggi vari compreso bianco, ampie fallanze, testate di cemento rotte dal tempo e dall’uso, fili di cortina e di sostegno rotti, pali da incrementare e sostituire, produzione al 10% del potenziale per fallanze e scarse cure passate.
Volendo rinfoltire è il caso di togliere i fili di ferro, rimettere le colonne e scegliere il sistema per fare buche dove inserire le viti, tre i casi.
O con scavatore o con trivella, in buche di 80-100 cm ricoprendole immediatamente, o sempre con escavatore muovendo il terreno di cima in fondo sotto al filare.
Nella parte in alto poca terra e molto sasso.
Anche piantando viti di due anni in vaso, bisogna tener conto di due fattori: erba e siccità.
La prima va eliminata dai dintorni della pianta, quindi o zappa o estirpatore modificato in modo di andare vicino alla vite con molta attenzione, irrigazione di soccorso più volte nel caso di estate arida come ultimamente si presenta.
Nelle buche che si andranno a fare può presentarsi il pericolo di ristagno di acqua in terra mossa racchiusa in terra dura intorno.
Consigliabile una concimatura con 20/30 grammi di nitrophosca a vite.
Nuovi germogli teneri appetibili dai daini.
Forse era meglio rifar tutto nuovo, riportare la terra in alto, togliere pendenza e dare aria, però per i tre anni seguenti avrebbe prodotto IGT, in questo modo produrrà sempre……. comunque.
Scritto da Andrea Pagliantini alle 0:56, in fare vino
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