Andrea Pagliantini

il blog del Campino del Paiolo e Azzurro Mare

Archivio della Categoria 'fare vino'

11 marzo 2010

Sellone Ciompi 2008

Il senso di  svuotare il mare a secchi travasando una botte all’aria per eliminare puzzetti di sedentario e tartrati precipitati  e poi, per il piacere di annusare quelle ventate  pulite si liberavano, il riempirla di nuovo a secchi.

Soprattutto perchè durante la tormenta di neve se ne era andata via la corrente, quindi nessuna filosofia di qualità aggiunta con la forza motoria umana rispetto all’uso di una pompa.

Aggiunto 2 grammi metabisolfito ad ettolitro.

Sellone Ciompi è un rebus che un amico enigmista ha composto, se qualcuno ne viene a capo spieghi che vuol dire.

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22 febbraio 2010

Viti curtura emotiva

Poca sostanza qui rappresenta il secco e cinico calcolo delle cifre e dei numeri imposto dal pallottoliere arido e privo di emozioni che si è impossessato di menti e cuori di tanta gente che gravita intorno al fare vino.

Esistono (a saperli cercare e trovare) dei piccoli angoli che magari non faranno numero o gola allo speculatore di passaggio, ma rendono giustizia a quanto sia onesto e appagante il fare vino in questi spicchi di mondo ovunque in cui è bello stare.

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25 gennaio 2010

Rinfoltimento vigna vecchia

Piantata all’inizio degli anni ‘70, esposizione levante, circondata da bosco,  a rittochino in terreno ricco di scheletro e con terra fatta scivolare in basso dalle pioggie, ampelograficamente con uvaggi vari compreso bianco, ampie fallanze, testate di cemento rotte dal tempo e dall’uso, fili di cortina e di sostegno rotti, pali da incrementare e sostituire, produzione al 10% del potenziale per fallanze e scarse cure passate.

Volendo rinfoltire è il caso di togliere i fili di ferro, rimettere le colonne e scegliere il sistema per fare buche dove inserire le viti, tre i casi.

O con scavatore o con trivella, in buche di 80-100 cm ricoprendole immediatamente, o sempre con escavatore muovendo il terreno di cima in fondo sotto al filare.

Nella parte in alto  poca terra e molto sasso.

Anche piantando viti di due anni in vaso, bisogna tener conto di due fattori: erba e siccità.
La prima va eliminata dai dintorni della pianta, quindi o zappa o estirpatore modificato in modo di andare vicino alla vite con molta attenzione, irrigazione di soccorso più volte nel caso di estate arida come ultimamente si presenta.

Nelle buche che si andranno a fare può presentarsi il pericolo di ristagno di acqua in terra mossa racchiusa in terra dura intorno.

Consigliabile una concimatura con 20/30 grammi di nitrophosca a vite.

Nuovi germogli teneri appetibili dai daini.

Forse era meglio rifar tutto  nuovo, riportare la terra in alto, togliere pendenza e dare aria, però per i tre anni seguenti avrebbe prodotto IGT, in questo modo produrrà sempre……. comunque.

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10 dicembre 2009

Travaso Salvino 2007

Ogni singolo barile scrosciato all’aria in un mastello  per disperdere lievi residui puzzeschi di carbonica e rimuovere il mezzo bicchiere di feccia trovato sul fondo.

All’aria certo, perchè Sangiovese ed ossigeno si vogliono bene.

Quando  sarà pronto per la bottiglia, se cresce come cresce, darà delle soddisfazioni incredibili.

A due anni dalla vendemmia ha ancora bisogno di riposo silenzioso  e prima che sia abile e arruolato per il vetro ci vorranno tanti giri di orologio.

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22 ottobre 2009

Il cane e l’uva

C’erano rimasti tre grappoli di colorino che parevano fatti apposta per finire appassiti  per il Vinsanto.

Lego Alessandra vado in cerca di una busta, trovo la busta e non più l’uva  pappata da quella maialotta, quindi addio a una tonalità più scura nel Vinsanto.

Aveva una lingua nera pareva avesse bevuto un vino fatto dal luminare che abbraccia i serbatori d’uva vuoti!!!

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3 ottobre 2009

Vendemmia meccanica

Le foto ritraggono uno degli ultimi modelli di macchina vendemmiatrice (e non solo questo) all’opera.

Negli anni ‘80 quando le prime macchine si affacciarono sulla scena era uno spettacolo vedere quanto si portavano dietro dopo essere passate sui filari.

Non mancavano pezzi di colonne di cemento, fil di ferro, pezzi  di legno, foglie a non finire, uva come fosse passata dentro una lavatrice durante la fase di centrifuga.

All’epoca furono quasi immediatamente allontanate, un pò per la scarsa qualità del lavoro che svolgevano, un pò perchè gli impianti dei vigneti non erano necessariamente preparati all’intervento di quelle lavatrici.

Adesso, queste macchine, da qualsiasi lato le si voglia guardare bisogna riconoscere che sono dei veri gioielli della tecnica e della raffinatezza dell’ingegno umano.

L’uva sui filari viene pettinata ed accarezzata, il chicco esce intero e il raspo pulito e asciutto come fosse passato subito dopo la raccolta con un asciugamano.

Il fascino della vendemmia (con la macchina) ne risente parecchio:niente persone, niente chiacchiere, niente risate con contorno di bestemmie (sennò il vino non ha sapore)……. ma i tempi cambiano  come i vini che da parecchi anni non sono più gli stessi, ma tutti uguali, non certo per colpa delle macchine vendemmiatrici.

La tecnologia in vigna che allieva il lavoro e le fatiche umane è sempre la benvenuta. Se un bicchiere di vino non suscita emozione è perchè dentro non vi si scorge  il cuore  di chi l’ha fatto e chi lo propone e lo teorizza si ricorda appena che il tetto dell’uva è il cielo finchè non entra in cantina.

Per questo, per tanti aspetti preferisco il rumore del mare.

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25 settembre 2009

Uva, cinghiali e granturco

Le foto non sono dei capolavori, ma servono ad illustrare una situazione che dura tutto l’anno all’interno di vigneti e di boschi nei quali viene sparso di tutto (pane, frutta, granturco, mi si dice persino cioccolata scaduta) per alimentare cinghiali e daini di conseguenza.

Nella vigna ritratta nelle foto, solo qualche giorno fa è stato sparso sia all’interno che all’esterno dei fili elettrici che fanno da dissuasori alla selvaggina, una bella quantità di granturco, in modo che il cinghiale o il daino di passaggio si toglie la fame con il mais e la sete con l’uva.

Il problema è serio e tosto, un circolo vizioso che non porta mai da nessuna parte se non alla fine della stagione a fare il conto dei danni, dei quintali di uva mangiata, delle recinzioni su cui  passano sopra con le jeep, le batterie sparite, i fili tagliati e ovviamente il problema dei problemi che nessuno vuol toccare: spargere quintali e quintali di cibo nei boschi per cinghiali e sempre di conseguenza daini.

Per questi animali, star così bene vuol dire riprodursi in forma esagerata e riempire le campagne di branchi di affamati eterni, al solo scopo utile di far divertire i cacciatori durante le battute di caccia che sembrano diventate solo una gran macelleria invece che una dimostrazione di arguzia, di abilità e sfida con la preda.

Credo che occorra porre un freno alla pasturazione degli animali, credo bisognerebbe far capire che il divertimento di pochi passa attraverso la fatica e il lavoro di tanti che dall’uva traggono lavoro e sostentamento, credo che questi boschi non possano essere preda di branchi di cinghiali e di daini che trinciano ogni cosa o riempiti delle buste vuote di plastica che proteggono il pane.

Credo ci vorrebbe un pò di buon senso, ma credo anche sia una merce rara.

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21 settembre 2009

Sanpiero, Sanpierino, Sanpierone

Non amo fare pubblicità a fattorie o aziende, ma questo è uno di quei casi in cui la bellezza del luogo e lo splendore di queste vigne meritano un’eccezione.

Una camminata fra il bel Sangiovese del Castello di Meleto.

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16 settembre 2009

Uva 2009

La pioggia appena arrivata non condizionerà in negativo o in positivo un’annata vinicola strana e priva di punte di eccellenza.

Blu notte, rossastro e verde i colori presenti in un grappolo e su vasta scala, segno che il colpo di caldo arrivato a fine maggio, il fresco successivo fino a luglio e l’immediato caldo torrido ventoso fino all’altro ieri faranno si che il vino del 2009 avrà problemi di acidità totale, tenuta del colore, squilibri aromatici (non si avvertirà l’intenso odore di macchia gazzina, di cimice o di cipria) e alcolici, passando per il cotto di certe “uve migliorative” e il rognoso ostico del Sangiovese accentuato più del solito.

Manca ancora un mese alla vendemmia e tante spigolature potrebbero limarsi, però i chicchi verde-rosso all’interno di un grappolo in apparenza maturo rimarranno tali e sarà un ottimo banco di prova per chi il Sangiovese lo conosce nei fatti e nell’intimità.

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2 settembre 2009

Poca pioggia inaspettata

Mezz’ora di acqua inattesa che non placa la sete della terra e delle piante, ma allevia la polvere sedimentata alla superficie dell’afa quotidiana.

Gli olivi e le viti respirano e succhiano l’umidità dalle foglie accartocciate nei primi, spesso secche nelle seconde, ma almeno rifiatano in attesa di altra pioggia e di quella che per il momento non è l’annata del secolo.

E’ sempre settembre il mese decisivo, e alla fine del giorno un altro splendido tramonto.

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