Il buon senso e le regole non rientrano nel costume quotidiano in questo paese, non è una novità, così (a meno di non essere ingenui) sarà sempre causa interessi, causa denari, causa egoismi, la frequentazione con “gente si è adoperata per il bene comune” per fare cazzi propri, mi ha aperto gli occhi da tempo.
L’ultima trovata è la liberalizzazione della caccia aperta tutto l’anno, fregandosene di momenti di accoppiamento, riproduzione, cura dei piccoli ecc.
Essendo equidistante fra coloro che vivono per cacciare anche il proprio uccello fanaticamente e chi vede nella caccia solo malvagità, posso serenamente dire che questa la trovo una boiata pazzesca.
C’è un eccessivo numero di cinghiali e daini per i boschi che producono danni alle colture e sono ingestibili, su questo non ci piove.
Quando vedo passare camion carichi di pane per essere sparso nei boschi senza togliere neanche la busta di plastica lo avvolge, capisco non si possa parlare serenamente di un sistema ambiente in cui tutti possiamo e dobbiamo stare.
Si pasturano cinghiali e non si potrebbe, mangiano quindi anche i daini pane, mais, cioccolata e frutta sparsa per i boschi e la riproduzione è fuori da ogni controllo.
Invece di smetterla di pasturare e riportare la gente con i piedi per terra in un territorio in cui tutti siamo presenti e partecipi in mille modi, l’incentivo alla caccia libera, magari con la scusa di riequilibrare il tutto, è l’ultima delle soluzioni possibili……… almeno i veri cacciatori la pensano così.
Scritto da Andrea Pagliantini alle 0:02, in italians
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