Andrea Pagliantini

il blog del Campino del Paiolo e Azzurro Mare

Archivio della Categoria 'luoghi'

12 marzo 2010

Nubifragio a L’Avana

Ma il peggio  è passato, fra un pò arriva Bertolaso e mette tutto a posto come ha fatto a Giampilieri.

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7 marzo 2010

Montepaschi strade bianche 2010

Partenza da sotto Vertine, arrivo in Piazza del Campo a Siena dopo 190 km di cui 57 di strada a  sterro ripida e pendente che si fa fatica anche a fare in macchina.

Ben otto pezzi di strada bianca fra il Chianti e le crete senesi con puntata a Montalcino prima di arrivare stremati nella conchiglia di Piazza del Campo non troppo piena di gente per l’occasione.

Vince il kazako Iglinskiy, secondo lo svedese Loqvist vincitore lo scorso anno, terzo l’australiano Rogers, quarto il campione d’Italia Filippo Pozzato.

La cronaca della gara è qui, le foto sono in compartecipazione con Vita Di Benedetto.

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4 marzo 2010

Bruno Leusciatti e Rupi del vino di Valtellina

Qualcuno di nostra conoscenza 65 anni fa, immaginò la Valtellina come un ridotto, ossia l’estremo baluardo in cui proteggersi per sfuggire al proprio destino.

La Valtellina di oggi è nel destino di noi amanti del vino vero e speriamo lo rimanga sempre.

Ci spiacerebbe che in valle potessero arrivare personaggi (come altrove accaduto) che avessero poco a che fare con quel Nebbiolo, alias Chiavennasca, che in purezza va a costituire quegli splendori di Valtellina Speriore Docg, chiamati a seconda delle sottozone Sassella, Grumello, Inferno, Maroggia.

Il vino in Valtellina viene fuori dai sassi e lo senti. Così come senti quanto paiolo si è fatto chi lo ha prodotto, se ha lavorato come tradizione vuole.

Uno di questi si chiama Bruno Leusciatti. Non fa marketing. Se vuoi il suo vino devi andare a casa sua, in via Valeriana a Sondrio (ma ce lo devi trovare perchè di giorno è in vigna a lavorare, da solo) dove ha le botti che gli ha lasciato il nonno.

Se gli chiedi se sono tonneaux, ti risponde che per lui sono botti e fine.

Dentro c’è un vino, quel Sassella del Negus, che ti proietta indietro nel tempo, quando i sondriesi andavano dal nonno a prendere il vino a mescita.

Un vino che non abbiamo mai bevuto, ma che vorremo continuare a bere.

Sotto immagini tratte dal documentario Rupi del Vino di Ermanno Olmi.

Dario.

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22 febbraio 2010

Viti curtura emotiva

Poca sostanza qui rappresenta il secco e cinico calcolo delle cifre e dei numeri imposto dal pallottoliere arido e privo di emozioni che si è impossessato di menti e cuori di tanta gente che gravita intorno al fare vino.

Esistono (a saperli cercare e trovare) dei piccoli angoli che magari non faranno numero o gola allo speculatore di passaggio, ma rendono giustizia a quanto sia onesto e appagante il fare vino in questi spicchi di mondo ovunque in cui è bello stare.

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7 febbraio 2010

Antica fornace a mattoni

Testimone silente e schiva di un passato nemmeno tanto remoto trainato a carri di bovi, terra impastata, fastelli di legna, fiaschi di vino, pane cipolla e porzione di rigatino, mattoni finali fatti per resistere nei secoli.

Il vasone di porcellana bianca è figlio dei nostri tempi.

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2 febbraio 2010

Cinghiale cingolato

Un patto di mutua assistenza per interrare il concime e zappettare gli olivi, con un cinghiale vecchio e solitario che si adopera a farlo per una manciata di granturco sparsa lungo la circonferenza della chioma.

Zappa venti olivi a notte, facendo  lavoro degno di un motocoltivatore, è un animale docile e tranquillo, rilascia pentole di azoto nel terreno ed è assunto a nero  a tempo determinato per lo stretto necessario allo zappettamento.

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28 gennaio 2010

La cura dei sassi

Un esempio di cura del territorio a testimonianza del passato nella zona delle Apuane lo offre Trescogli, il blog di Roberto Alessandrini.

Vi lascio ad una interessante lettura che trovate qui.

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24 gennaio 2010

Buongiorno notte a San Gusmè

Piccolo borgo bello perchè non c’è niente di artefatto, tranne un catafalco di vetro e ferro montato dal Monte dei Paschi per farci  un  bancomat uguale a Mazinga Zeta.

Se altro niente si limita ad una chiesa del 1500 con una pittura di Pietro Sorri,  di scuola senese del ‘500, (per visitare la chiesa, basta chiederlo al sarto nella piazzetta e sarà felice di farla visitare e fare un ritrattino storico) le stradine strette, il vento che le taglia, la bottega di Remino in cui assaggiare il sapore del Chianti perduto.

La vecchia cassetta della posta che faceva parlare con il mondo, la statua del Luca Cava che continua a fare i suoi bisogni.

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22 gennaio 2010

Salvataggio quercie

Titolo pomposo per parlare di un gesto semplice e allo stesso tempo importante.

L’edera, o  lellera, che dir si voglia quando si arrampica sugli alberi diviene il peggior infestante e parassita esistente, sottraendo linfa alla pianta che avvolge destinandola a morte certa.

Il piccolo boschetto accanto agli olivi della Cappella d’estate è uno dei luoghi più freschi e piacevoli al mondo con un sassone per sedia o direttamente in terra, all’ombra, al venticello che soffia sempre, non a caso è uno dei luoghi preferiti da Alessandra e non solo.

Per fare male all’edera e renderla impotente, bastano un seghetto e un paio di forbici,  tagliare un tratto fra le radici e la chioma che si alza, avere pazienza e aspettare  il verde infestante che diventa marrone  fino in cima.

Operazione semplice per la salvaguardia di piante, verde, paesaggio, ombra, tutto molto poco consona ai tempi.

Adesso si aspetterebbe la morte della quercia per avere la scusa di tagliarla e fare legna………….. un giorno racconterò la storia di un pesco.

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17 gennaio 2010

Haiti

Le vene aperte dell’ America Latina.

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