Andrea Pagliantini

il blog del Campino del Paiolo e Azzurro Mare

Archivio della Categoria 'Povera Italia'

10 gennaio 2010

Rosarno, il pane e le rrrose

Una guerra fra poveri che non porta da nessuna parte.

Forse gli stessi ragazzi che vengono a raccogliere l’uva e poi scendono per gli agrumi.

Evito  parole, lascio la visione di un servizio del Telegiornale de La 7, e da Amantea On Line, la voce di Roberto Saviano.

Rosarno, Italia.

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5 novembre 2009

Al largo di Cetraro le navi sono tre ?

di ANNA MARIA DE LUCA e PAOLO GRISERI

CETRARO - Un documento inedito. E’ la parte segreta di una seduta della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Un documento ufficiale dove si dice che le navi sono tre, non una. E che sono stati pescati fusti in mare. Ma nessuna delle tre navi corrisponde alle misure e alla profondità del “Catania”, il relitto della prima guerra mondiale ritrovato proprio dove si credeva potesse esserci una nave dei veleni. Così, quello che dopo la dichiarazione di chiusura del caso di Cetraro, sembrava una mera ipotesi, oggi ritorna a prendere corpo. Come resta, nero su bianco, il verbale che riporta tracce di cesio rinvenute nei pesci. Analisi, lo ricordiamo, scomparse nel nulla.

Il documento inedito si riferisce ad una seduta del 24 gennaio 2006 dove il pm Franco Greco, che all’epoca aveva aperto l’inchiesta sulla nave di Cetraro, dice davanti alla commissione che i pescatori della zona hanno pescato dei bidoni: “Ho cercato in tutti i modi di capire quale fosse il luogo preciso. Mi sono state date delle coordinate, che ho riportato al consulente, per verificare il sito…. Ed è stato rilevato un corpo estraneo della lunghezza di 126 metri. I consulenti hanno escluso che si possa trattare di un oggetto naturale… non si spiegano cosa sia. Potrebbe essere una nave… si trova a 680 metri di profondità”.

Una nave, non l’unica nave. Infatti, si legge nel documento di un secondo ritrovamento: una nave lunga tra gli 88 e i 108 metri, larga dai 15 ai 20 metri, a 380 metri di profondità. Intorno alla pancia di questo relitto c’è un alone di 200 metri quadri, scuro, che – dice davanti alla commissione il Sostituto Procuratore Franco Greco – “non può essere liquido e deve per forza essere il carico della nave che appoggiandosi, si è aperto ed è fuoriuscito”

Greco racconta di aver chiesto alla Capitaneria di Porto se c’erano navi da guerra affondate in quell’area. Alla Capitaneria non risultavano unità da guerra. Risultava solo una nave affondata nel 1989, a 15 miglia, verso Scalea. Incrociando dati con l’ufficio maridrografico di Genova, Greco scoprì che esisteva un relitto della prima guerra mondiale ma scoprì anche due grandi punti interrogativi: la nave risulterebbe affondata nel 1920, cioè dopo la fine della guerra. Si chiamava “Federico II”, ma gli atti sono “classificati, ossia coperti da segreto militare”. Un segreto militare dopo ottanta anni dall’affondamento?
La nave di cui parla Fonti sarebbe affondata nel ‘92. Le mappe nautiche riportano la Federico II dal 1993, come relitto non pericoloso con battente d’acqua sconosciuto. “Il che vuol dire – dice il pm Greco – che non sanno cos’è; ma allora come fanno a dire che non è un relitto pericoloso? Ho chiesto il motivo per il quale questa nave non è stata mai riportata nelle mappe nautiche e non mi hanno saputo dare una risposta”. Di certo c’è che nella zona della nave Federico II la Capitaneria di Porto di Cetraro vietò la pesca per un anno e quattro mesi perché proprio lì le analisi hanno rilevato metalli pesanti, tra cui arsenico e mercurio, fuori dai livelli consentiti. Come mai proprio in quel punto la concentrazione dei metalli?

La seduta segreta tra Greco e la commissione viene sintetizzata in una domanda che lo stesso Presidente della Commissione rivolge al pm: “Dottore, mi faccia capire, mi sto perdendo. C’è quindi una nave certa, una che si vede e una che potrebbe esserci”. E il pm risponde: ” Sì, quello è il posto dove sono stati trovati i bidoni”.

Fonti: La Repubblica.it e Comitato De Grazia

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17 ottobre 2009

Amantea 24 ottobre basta veleni

Con il ritrovamento al largo di Cetraro della nave inabissata carica di velenie chissà che altro,unito alla strana e alta radiattività presente lungo il percorso del fiume Oliva sempre in provincia di Cosenza, cadono leggende metropolitane e diventano scomode realtà i sudiciumi nascosti da un vortice di criminali nel suolo e nel mare della bella Calabria.

Non è assolutamente un problema locale è qualcosa che riguarda le coscienze e la rabbia assoluta che dovrebbe prenderci tutti e strillare e poi pretendere la verità e  pene severe, certe, precise e lunghe per farabutti assetati così tanto di soldi che non hanno neanche valutato il rischio per la salute di loro stessi.

Una nave da recuperare, un carico da capire, responsabilità da accertare, un territorio da ispezionare, persone che vivono di pesca e agricoltura, cose fatte per mangiare, turismo e sole a forte rischio.

Intanto proprio per non ricoprire tutto di silenzio sabato 24 ottobre Manifestazione Nazionale “Basta Veleni” con partenza alle 9 dal lungomare di Amantea, nel sito del Comitato Natale De Grazia, programma completo, adesioni, possibilità di alloggio a prezzi convenienti da chi viene da fuori.

Basta Veleni.

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30 agosto 2009

Uccide un cane e finisce in carcere. Prima volta in Italia

Massacrare un cucciolo di cane davanti a tutti, per poi lasciarlo agonizzante in un cassonetto.
Fino a due anni fa per fatti del genere si rischiava soltanto una multa.
Poi nel 2004 è arrivata la legge 189, che innalza le sanzioni pecuniarie e introduce la possibilità di condanna al carcere fino a tre anni per chi maltratta, tortura e uccide gli animali “di affezione”: i cani e i gatti.
Antonino S., quarantenne cagliaritano, docente di ingegneria all’università, forse non si era aggiornato. O forse pensava che la legge sarebbe rimasta lettera morta.
Il 12 ottobre ha deciso di compiere un gesto di vendetta contro Giorgio Giambroni, suo condomino in uno stabile alla periferia di Cagliari.
Un rapporto difficile, quello tra il professore e Giambroni: questioni relative alle spese di condominio, “futili sciocchezze” le definisce ora Giambroni: “Sono più di 350 le denunce che tutti noi condomini abbiamo dovuto sporgere contro S.: io mi opponevo a lui per le decisioni condominiali, e lui si vendicava danneggiando le macchine, il cortile, icampanelli.

Non solo i miei: il professore era in contrasto con tutti gli abitanti del condominio”.
Fino a quel giorno la rabbia del professore si era sfogata solamente su oggetti inanimati.

Ma dopo l’ennesima visita infruttuosa alla stazione dei carabinieri, da cui cercava sostegno per i suoi contrasti con Giambroni e
gli altri condomini, qualcosa scatta nella mente del professore.
Raggiunge con il suo scooter via Su Planu ed entra nella rampa delle scale.
E’ l’ora di pranzo. Giambroni tiene in cortile due cani, una vecchia meticcia e la sua cucciola di 10 mesi: quando si allontana per la pausa pranzo alla più giovane mette “una leggera catenella per impedirle di uscire in strada e perdersi, come era già accaduto. Mentre la madre ormai è abituata, non si allontana, e posso lasciarla tranquillamente senza catena” spiega Giambroni.
Antonino S. si avventa sulla piccola Travanera. La cagnetta ha 10 mesi, pesa 3 chili, non può scappare perché è legata: non ha scampo.

Il professore la strattona per strapparla alla catena, che cede subito. La signora Gabriella, una vicina, si affaccia alla finestra e urla di lasciare la cagnolina, ma il professore continua imperturbabile.

“Mi hanno raccontato che la cagna adulta si gettava tra le gambe di S. per cercare di fermarlo e di salvare la

figlia. Ma è di taglia minuscola, non poteva riuscirci. E i condomini urlavano di lasciar stare il cane, ma S. non li ascoltava.

Quel giorno –aggiunge – era il compleanno di mio figlio”. Il professore sbatte l’animalesul muro ripetutamente, poi se lo carica sullo scooter e lo getta nel primo cassonetto della spazzatura che incontra.
La signora Gabriella nel frattempo non rimane con le mani in mano: chiama i carabinieri segnalando l’accaduto. Il maresciallo arriva sul posto, trova il professore, gli chiede dov’è il cane. “Mi è caduto dallo scooter”, rispondeS., e si dilegua.

L’ufficiale sente puzza di bruciato, controlla i cassonetti, trova la cagnetta agonizzante. Inutile la corsa verso il
veterinario: “Mi hanno chiamato per dirmi che non potevano far nulla, la spina dorsale era fratturata in più punti. Avevano bisogno dell’assenso del proprietario – si commuove Giambroni – per poterla sopprimere. E così l’ho dato”.
Il professore viene denunciato: è accusato di furto pluriaggravato per aver sottratto il cane al suo padrone e di maltrattamenti per averlo ucciso. Ma ancora “in stato di libertà”.

La signora Gabriella il giorno dopo chiama l’Ente nazionale protezione animali, che si interessa al caso e muove subito lo studio legale Rovelli (che patrocina gratuitamente l’associazione): in caso di processo, l’Enpa si costituirà parte civile.
Le indagini sul professor S. proseguono, e il 24 ottobre il Gip Maria Chiara Manganiello firma un’ordinanza di custodia cautelare in carcere: il professor S. viene ritenuto socialmente pericoloso, e per lui si aprono le porte del Buoncammino, la casa circondariale di Cagliari.
Si tratta della prima persona in Italia arrestata e detenuta in carcere per il reato di maltrattamento su animali: un importante traguardo per tutte le associazioni animaliste che hanno combattuto prima per l’approvazione e poi per l’applicazione della legge 189.§
Segnalato da Laura Semboli dell’ANPANA di Siena

fonte: Amici cani

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8 agosto 2009

8 agosto: manifestazione NO Ponte a Messina

“Mancano ormai poche ore alla manifestazione contro il Ponte sullo Stretto che si svolgerà a Messina oggi 8 agosto con concentramento a Piazza Cairoli alle ore 18.00.
L’interesse intorno all’evento è grande. Chiediamo a tutti di contribuire alla migliore organizzazione del corteo fornendoci le informazioni relative ai pullman che arriveranno da fuori Messina. Ricordiamo che le adesioni vengono raccolte attraverso il sito www.retenoponte.it.

Questo il comunicato diramato dalla Rete No Ponte.
Di mio ci metto solo che ho visto e rivisto quei luoghi dove andranno a costruire quel maledetto ponte.
Di tutto c’è bisogno da quelle parti fuorchè della piramide a ricordo del Re Sole……. posti cari e bellissimi che non meritano altri disastri.

Le foto della manifestazione dal sito di Peppe Caridi

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29 giugno 2009

Onorevoli rimborsi

dormitinamalattia2ITALY POLITICS GOVERNMENT DEBATE

Applicare le regole e le leggi in Italia quando si parla di abuso edilizio, detenzione di armi, evasione fiscale, lavoro nero, violazione dei disciplinari di produzione vino ecc. ecc. è una chimera che porta via tempo, anni e arriva dolcemente in prescrizione per decorrenza dei termini.

Applicare alla lettera altre leggi che celano privilegi assurdi e medievali invece rimane la forma più comoda per rispettarla.

Le cure mediche a cui hanno diritto i parlamentari o i loro congiunti in reversibilità è legge dello Stato e giustamente va applicata.

Il problema semmai è che nella vita normale il cittadino-malato sopporta lunghe file prima di fare un esame o alla fine preferisce farlo privatamente con buon esborso di denaro e poca detrazione in denuncia dei redditi.

Il cittadino ex onorevole invece ha diritto al rimborso totale per ogni visita specialistica sostenuta, rimborsi al 75% su altre prestazioni mediche, porta in detrazione fiscale ogni spesa lorda sostenuta per la salute, quindi riesce ad avere congruo rimborso e detrae dalle tasse.

Non è qualunquismo, sono dati reali dentro un paese che annaspa e privilegi “onorevoli” a chi riesce ad andare in pensione con 35 mensilità invece di 35 anni come la gente comune.

La legge è legge, ma quando è sbagliata e non uguale per tutti, va cambiata.

Questi sono privilegi assurdi che vanno tolti.

Ma meglio non chiedere, da questo orecchio non ci sentono e chiederebbero pure il rimborso dell’otorino.

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23 maggio 2009

23 maggio 1992

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Giovanni, Francesca, Vito, Rocco, Antonio.

Cade oggi un altro anniversario di persone pulite che hanno dato la vita per l’esigenza necessaria e pura di creare un paese migliore.

Oggi ci saranno commemorazioni e sfilate di autorità con i soliti discorsi calcinati di retorica e frasi consuete.

Facciamo una cosa, per un giorno diventiamo tutti sordi e conserviamo per sempre il ricordo e le idee di queste 5 persone nei nostri cuori e nelle nostre menti.

Sarà il modo migliore per non farli morire una seconda volta.

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7 maggio 2009

Frizzina

cipressi mondatibetonieramerlotcipresso mondatocipressi mondativite legata con nastro adesivocipresso e caninoferracciocipressi mondati

Serve per far digerire alle vacchine la corteccia di cipresso che si sono pappate o ci hanno raschiato le corna e che, ai cipressi per la loro vita e salute bene non fa.

Rinfrescante per il merlot che cresce.

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16 marzo 2009

Allora spengiamo le stelle!

pannelli-solari.jpgcasina che sembra cimiterocasina che sembra cimitero

Una volta si vedevano dei puntini luminosi isolati che stavano a significare che lì’ c’era una casa.

Adesso con le attuali luminarie, guardando da lontano, dove c’è una piccola casa sembra ci sia un paese, dove c’è una casa più grande sembra ci sia un quartiere, dove c’è un paese, pare ci sia una città.

Tutto questo non è bello a vedersi, specie quando strade intere sono illuminate a giorno, piscine private o di alberghi, (chiusi nel periodo invernale) sono una fonte di luce azzurra che si alza nella notte, piccole casa di campagna con la strada che acceca neanche fosse una pista di aereoporto.

E’ un triste vedere perchè certifica solo quanto siamo piccoli e presi dal nostro voler apparire o dimostrare al mondo quanto si ha lungo.

Sempre, ma specie adesso in un periodo di crisi fradicia gli sprechi, le esagerazioni andrebbero contenute e limitate in virtù di energia che ha un costo e in virtù del fatto che come paese importiamo caramente la luce o le materie per produrla dall’estero.

Anche i comuni dovrebbero dire la loro e dare una regola al buongusto e al panorama, che in fin dei conti, in luoghi di turismo è pur sempre una merce che si vende.

Che senso ha rendere chiara la notte, che senso ha perdere anche il gusto di vedere le stelle?

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26 gennaio 2009

Il Chianti, Forbes, pensieri…

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Poco più di un mese fa, la rivista americana Forbes elencando le località del mondo consigliate per vivere e investire agli americani, metteva in cima alla classifica Gaiole in Chianti. ( Qui e qui )

Qualcuno ha avuto un orgasmo, altri sono lestamente in attesa di godere i frutti e avvinghiare con mani preparate l’arrivo di tutto questo bendiddio fatto di dollari, euro e costruzioni.

Il Sindaco di Gaiole ha invitato a passare le vacanze nel Chianti il nuovo Presidente degli Stati Uniti, forte del riconoscimento di Forbes e “dell’ospitalità, delle bellezze storiche e paesaggistiche del luogo”.

E’ certo che saremo tutti felici di una visita di questo prestigio.
Dopo aver sedimentato la notizia e averci riflettuto, mi pare che quell’articolo sia come una spinta per un’operazione di slancio speculativo ed edilizio nel territorio, molto ben gestito da un punto di vista marketing e da un punto di vista locale.

E’ certo che questi posti hanno una visibilità ed un’aurea nell’immaginario collettivo, ma è anche chiaro che il valore di un immobile, di un’ azienda, di una vigna, qui è un valore sempre in crescita nonostante il periodo di crisi che stiamo passando, con buona pace del territorio e dell’ambiente che può essere aggredito ancor di più.

C’è il prestigio che offre avere una vigna nel Chianti,c’è la tentazione di produrre vino ed olio di un certo livello,ma negli ultimi anni conta soprattutto “l’acquista, moltiplica e fuggi” e gestire questi nuovi arrivi e ripartenze, smuovendo denari  alla luce del sole o forse no.

Tutto il resto è folklore o fumo negli occhi?

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